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"Coliandro è pronto a tornare in città"

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 12/07/2020 DORIANO RABOTTI
© Fornito da Il Resto del Carlino

di Doriano Rabotti

Aspettando il grande ritorno dell’ispettore Coliandro, Giampaolo Morelli gioca d’anticipo. E stasera sarà all’Arena Fico per presentare il suo debutto da regista, ’7 ore per farti innamorare’: tratto da un suo romanzo portato anche a teatro, il film è già un successo nella versione on demand. Alle 21,30 l’attore e regista napoletano farà una chiacchierata col pubblico e poi seguirà la proiezione.

Morelli, dove ha vissuto il lockdown?

"A Roma, ma io sono molto pigro e quindi in realtà non è cambiato molto. Ho seguito le lezioni on line di mio figlio Gianmarco, ho ripassato matematica".

In pratica riparte da Bologna. Il Covid cambia molto, per voi artisti.

"Ho già partecipato all’Ischia film festival, diciamo che con le arene grandi non senti molto la differenza. La cosa più brutta è vedere i posti vuoti perché le persone devono sedere a distanza, quello non è mai piacevole".

Soprattutto a teatro il dialogo emotivo col pubblico è fondamentale, per un attore.

"L’effetto della sala ti permette di respirare l’umore, soprattutto per chi fa commedie è essenziale. Spero di poterlo recuperare al più presto possibile, anche se il film sta andando benissimo, è stato il più visto on demand".

Il film nasce da un suo romanzo.

"Sì, l’avevo già scritto con un taglio da sceneggiatura. Ma non avrei mai pensato un giorno di dirigerlo io".

E invece.

"È un film popolare, per certi versi semplice e quindi è molto difficile da realizzare perché non puoi sbagliare un tempo. Poi c’è la tensione dell’opera prima, non hai gli agi di quando fai ’solo’ l’attore. Anche se io sono sempre stato molto vicino ai registi con cui ho lavorato, e in questa esperienza ho avuto la fortuna e la lungimiranza di circondarmi di attori bravissimi".

Tra il film ’Paz’ e le varie serie di Coliandro, quale è la sua Bologna?

"È la mia seconda casa, non solo quella di Coliandro. Mi piace passeggiare per il centro, in Piazza Maggiore, il centro è pieno di locali e turisti, c’è un grande fermento. Rispetto a quando ho iniziato a girare in città, nel 2004, la trovo cambiata in meglio".

Anche lei pensa che i bolognesi, per calore, siano simili ai napoletani?

"È verissimo, per questo mi trovo bene. C’è la stessa allegria, energia, piacere per il cibo. La differenza è che i bolognesi sono più ligi nel rispettare le regole, noi a volte le ignoriamo proprio, a volte riusciamo a darci un’autodisciplina".

Coliandro tornerà?

"Prima del lockdown eravamo pronti per girare l’ottava stagione, poi ovviamente si è fermato tutto. Spero che il Covid non abbia ucciso Coliandro, ma non credo. L’ha fatto stare solo chiuso in casa per un po’".

Lo sa che mercoledì al Dall’Ara c’è Bologna-Napoli?

"Devo ammettere che non sono un fanatico del calcio, poi dai napoletani mi devo far perdonare perché da piccolo simpatizzavo per la Juventus. Ma quando arrivò Maradona, con la scusa della Juve in realtà andavo ad ammirare Diego".

I tifosi del Bologna invece ricordano il suo ’clippino’ in maglia rossoblù per festeggiare il ritorno in serie A.

"Lo ricordo anche io. Il Bologna non solo deve stare in A, deve arrivare il più in alto possibile in classifica. Se vincesse lo scudetto, io ne sarei felicissimo".

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