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Reggio Emilia, esame della patente negato al disabile. Ma l’auto è a norma

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 10/12/2018 GIULIA BENEVENTI
© omaggio

Reggio Emilia, 10 dicembre 2018 - Negato l’esame di guida a un ragazzo di quindici anni disabile. «Mio figlio ha una disabilità motoria dovuta a una paralisi cerebrale infantile da parto», spiega la madre Veronica Croci, 47 anni. «In pratica – puntualizza – ha difficoltà soprattutto a coordinare il cammino e i movimenti fini».

Era aprile quando la Commissione Patenti Speciali della Ausl di Reggio aveva giudicato Marco (nome di fantasia) idoneo per la patente AM, per intenderci quella dei ‘cinquantini’. Alla famiglia erano state indicate le dovute modifiche da apportare al mezzo (tipologia AM, 3 o 4 ruote).

A maggio si concludono le ricerche e avviene l’acquisto di un Twizy 45 Renault usato, «ovviamente a nostre spese, e senza nessun tipo di agevolazione: cosa già sorprendente, considerando che si tratta di un veicolo elettrico», dice la madre. La famiglia di Marco ha investito quasi 7.000 euro, a cui si aggiungono 60 euro al mese del noleggio della batteria, per acquistare e adattare un veicolo secondo le prescrizioni indicate dalla Commissione stessa.

Durante il mese successivo, il Twizy 45 supera il collaudo della Motorizzazione, e allo stesso tempo Marco passa il test di teoria. Iniziano a questo punto le guide con l’istruttore Roberto Bigi, 43 anni, dell’autoscuola Reggiane (viale Timavo). In ottobre parte la richiesta alla Motorizzazione dell’appuntamento per l’esame di guida, fissato per il 5 dicembre.

Mercoledì scorso, durante la mattinata, Marco e Roberto si presentano all’esame, e qui il cambio di scena: il tecnico della Motorizzazione, per altro lo stesso presente in Commissione ad aprile e successivamente al momento del collaudo, comunica che Marco non può sostenere l’esame, perché il mezzo non è dotato di due posti affiancati. Il Twizy 45 di Marco è infatti omologato per due, ma i due posti sono sulla stessa linea, uno dietro all’altro.

Inutili i tentativi dell’istruttore Roberto di trovare una soluzione al problema: il tecnico nega l’esame «senza fornire alcun riferimento normativo a sostegno della decisione», racconta la madre. L’esame potrà essere sostenuto solo con un mezzo identico, con gli stessi adattamenti, ma due posti affiancati. «In pratica – conclude Veronica – ci troviamo nella surreale situazione in cui il nostro veicolo è ritenuto dalla Motorizzazione idoneo per la circolazione, ma non per l’esame di guida».

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