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La sindrome della musica dal vivo e i monologhi di Alessandro Bergallo

Logo La Repubblica La Repubblica 13/01/2021 di Lucia Marchiò
Alessandro Bergallo © Fornito da La Repubblica Alessandro Bergallo

L’atmosfera è un po’ quella ‘fumosa’ e retrò delle ambientazioni jazz anni ’30, già presa a prestito nei primi anni ’80 da Donald Fagen per la copertina dell’album “The Nightfly”, in cui si vede un dj tra dischi, sigarette, microfono e piatto stereo, impegnato a tenere compagnia agli ascoltatori del suo programma notturno. Per il resto, in linea coi tempi attuali, è un format “social” pensato per il web in cui i protagonisti, musicisti e attori, sono ospiti in casa di un singolare ed enigmatico padrone di casa affetto da una insolita malattia, la “sindrome della musica dal vivo”: ebbene, per sopravvivere ha bisogno di questa e dunque se la porta direttamente a casa, non potendola andare a sentire nei luoghi preposti. E’ questo il sunto di “Under Investigation - Conosci David D.J. Kruger?”, la cui prima puntata andrà in onda ogni giovedì a partire dal 14 gennaio alle 21.30 su facebook  all’indirizzo https://www.facebook.com/DanielDJKruger/posts/113756517286265 .  Ogni puntata, dopo la première, sarà visibile su YouTube nella pagina BlueArtManagement. L’idea è venuta in mente a Rosario Moreno di BlueArt Promotion che ne ha curato il soggetto e i testi insieme a  Luca Riccio e Massimiliano Rolff  per RMR Production ed è realizzata presso il  Quokka PoloPositivo di Genova che diventa così una sorta di Cotton Club (celebre locale newyorkese che negli anni ’30 fu covo dei più famosi jazzisti) per pochi intimi. I monologhi, manco a dirlo, sono invece affidati all’attore Alessandro Bergallo, padrone di casa della Quokka.

“ Bergallo è il trait-d'union di questo atipico contenitore culturale con musica di qualità eseguita dal vivo  in originali progetti musicali interpretati da eccellenti musicisti – spiega Moreno – Fra un brano e l'altro si fa spazio il migliore amico di David, (Bergallo) con le sue riflessioni dal piglio ironico ma non troppo sui tempi che stiamo vivendo, sulla società, sull'uomo moderno che confinato nel suo ambito domestico, costretto dall'isolamento a dialogare esclusivamente con se stesso o con lo schermo di un pc, riflette sul senso della vita e dei suoi valori finendo per mettere in discussione se stesso e  l'intero universo in un intreccio tragicomico di verità momentanee, intuizioni, dubbi che potrebbero portarlo alla follia o forse alla definitiva salvezza”. Si parte giovedì 14 gennaio con “Massimiliano Rolff plays Gershwin” con Rolff al contrabbasso, Tommaso Perazzo al pianoforte e Antonio Fusco alla batteria: un omaggio al compositore statunitense considerato l'iniziatore del musical la cui opera spazia dalla musica colta al jazz, qui con nuovi arrangiamenti e immaginifiche atmosfere curate da questo inedito trio. Sigla iniziale con introduzione ispirata da Charles Mingus e Dimitar Liolev, e parte l’intrigo della storia: le parole valgono quanto le note musicali prodotte dagli strumenti, e a queste si fondono.

Racconta Bergallo: “Quando attacco io, per complessivi 8 minuti di parlato anche improvvisato su un’ora  di show, il combo non smette di suonare e la voce diventa strumento stesso, accompagnando il tutto nell’atmosfera jazzata che si crea”. L’incipit è che a David, poco più che adolescente, venne diagnosticata una strana e rara malattia, la S. M. V. , ovvero la Sindrome della Musica dal Vivo. Potrebbe sembrare uno scherzo ma purtroppo per lui non lo è: questa malattia, unita alla voglia di libertà e alla spregiudicatezza, gli crea non pochi problemi e spesso si ritrova nei guai mettendo in pericolo anche i suoi amici che per farlo stare bene improvvisano un concertino per lui,  la sua medicina quotidiana. “Non a caso, la sindrome della musica dal vivo e della sua mancanza è quella cui si assiste da che la pandemia ha preso il sopravvento sul quotidiano minando il lavoro, la sopravvivenza e perché no, anche la creatività degli artisti, sottolinea Bergallo. “Si ha bisogno della musica, del teatro, oggi più che mai. David D.J. Kruger, sempre ripreso di schiena seduto in poltrona mentre sorseggia del whiskey, rischia il tutto per tutto in questo momento di draconiani avvenimenti organizzando a casa sua gli show per non morire appunto della sua ‘malattia’ che in fondo è quella che tutti noi stiamo vivendo. Io gli tengo compagnia, sproloquiando sulle cose che avvengono, sulla vita, su questo mondo che si sta profilando e su questo isolamento forzato che ci costringe a stare con noi stessi, da soli. Perché anche davanti a un computer, un tablet, mentre scriviamo sui social siamo in fondo soli con noi stessi. Tutto vige in funzione di un like, sia per un acquisto che per l’approvazione di un pensiero. Pensiamo di far parte di una qualsiasi maggioranza, mettendo un ‘mi piace’ a questo o quello, ma è come essere avvolti in una schizofrenia cosmica: lì sopra siamo tutti isolati, nelle nostre convinzioni. Allora tanto vale usarlo, il web, le piattaforme. Noi ci proviamo così, visto che per ora non possiamo esibirci live, appena possibile diventerà però uno spettacolo dal vivo da rappresentare a teatro e in esterna, d’estate”. Le puntate sono  registrate in diretta alla Quokka, l’associazione culturale/centro sperimentale di arti sceniche e visive curata da Bergallo. Prossimi appuntamenti:  giovedì 21/01 Sartoris-Garino: Marcello Mastroianni, ritratto in Jazz, un progetto inedito che racconta in musica la parabola artistica ed esistenziale del grande attore con brani ispirati dalle sue interpretazioni; 28/01 Carlo Aonzo Trio con Aonzo al mandolino & electronics, Lorenzo Piccone alla chitarra e Luciano Puppo al contrabbasso, qui per presentare gli ultimi lavori discografici “A Mandolin Journey” e “Mandolitaly”, pagine musicali simbolo della tradizione dell'Italia nel mondo;  infine il 4 febbraio “Pericopes+1” con Emi Vernizzi al sax tenore & electronics, Alex Sgobbio al pianoforte, fender rhodes & electronics e Ruben Bellavia alla batteria, i quali approdano sul palco di ‘Under Investigation’ portando la loro musica fatta di jazz contemporaneo, sonorità post prog-rock, riutilizzo di cellule melodico popolari e rimandi al jazz europeo. 

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