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Bologna, boom di profili hackerati: come difendersi

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 14/08/2022 NICOLA BIANCHI
© omaggio

Bologna, 14 agosto 2022 - "Essere inattaccabili? Non si può. Purtroppo ognuno di noi può diventare una ignara vittima". L’allarme arriva dal vice questore in forza alla Seconda divisione della Polizia postale di Roma, Martino Brunetti, specializzato nel dare la caccia agli hacker della rete. Cento segnalazioni di media al giorno di persone che si sono viste hackerare i propri profili Instagram e Facebook (ma non solo). Cosa che, nelle ultime settimane, sta impazzando anche tra Bologna e l’Emilia Romagna dove il fenomeno è in crescita . E l’ultima triste moda è la truffa dei finti investimenti in bitcoin. In che consiste?

Ecco un esempio. "Ciao ragazzi, – è il post pubblicato sulla bacheca di un professionista bolognese il 9 agosto – normalmente non lo faccio ma sono felice di condividerlo con voi". Si parla di un investimento in bitcoin grazie al quale "in cinque ore" mille euro sarebbero diventati addirittura settemila. Ciò grazie a un fantomatico @william..., "uomo che possiede una società di mining di bitcoin e che mi è stato presentato da un caro amico". La foto del post è quella dello stesso professionista ’pescata’ dalla galleria immagini, i like (finti) dei suoi contatti, insomma tutto apparentemente normale. "Peccato però – spiega il vice questore – che dietro si celi una truffa e i rischi sono molto alti". Basterà, infatti, a chi visita la bacheca già ’infetta’, cliccare sul nominativo impresso (in questo caso il fantomatico @william...) e la frittata purtroppo è fatta. E un altro account sarà violato. Le tipologie di attacchi social sono varie, così come lo sono soprattutto gli obiettivi. Uno, il più classico, è il furto di dati sensibili entrando abusivamente nelle nostre conversazioni in chat. E per riottenere il maltolto l’hacker spesso chiede un riscatto che può variare da 50 fino a migliaia di euro. Poi c’è chi punta a rubare i followers per avere maggiore visibilità in un mercato nero. Non è finita. C’è chi vuole addirittura far chiudere un profilo – in particolare se la vittima è molto in vista e influente – pubblicando sulla sua bacheca contenuti vietati e immagini pedopornografiche. Fenomeno, quest’ultimo, che ha avuto un forte incremento durante la pandemia . "Quando succede – prosegue il vicequestore – è fondamentale denunciare subito per poi rivolgersi tempestivamente alla piattaforma social". Ma come fare per difendersi? "Cambiare spesso password, dotarsi – aggiunge Brunetti – di autenticazione a doppio fattore (un ID, un codice ricevuto via mail, via Sms o via app, ndr), fare attenzione ai link, purtroppo anche a quelli molto accattivanti che riceviamo da nostri contatti, a loro volta già stati attaccati. Rivolgersi infine, in caso di investimenti in rete, a piattaforme specializzate". 

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