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Tumori, l’intelligenza artificiale per prevenirli

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 06/09/2021 MONICA RASCHI
© omaggio

Bologna, 7 settembre 2021 - Endometriosi, una malattia ginecologica cronica, estremamente invalidante che colpisce fino al 15 per cento anche delle donne bolognesi che hanno dai 30 ai 40 anni, che non solo provoca grossi dolori e può portare all’infertilità, ma può essere un precursore del tumore ovarico.

Per cercare di individuare quali sono le donne a rischio e prevenire esiti funesti, al Sant’Orsola arriveranno 400mila euro, grazie a un innovativo progetto (che partirà a breve) presentato dal Policlinico che mette in campo non sole le competenze ma un nuovo strumento nel campo della ricerca sul cancro: l’uso dell’intelligenza artificiale. In quale modo lo spiega Lidia Strigari, direttore dell’Unità operativa di Fisica sanitaria del Sant’Orsola.

"Verranno sottoposte a controllo per immagini, quindi tac, risonanza, ecografie quelle persone che possono sviluppare un tumore di ovarico, si pensa a un dieci/venti per cento – spiega il medico –. Le informazioni per individuare la possibilità che questo possa accadere sono state collocate all’interno di software che andrà ad analizzare la situazione avendo a disposizione una grande mole di dati e non più le 10/15 variabili che possono avere di fronte oggi i medici. Si tratta di analisi statistiche avanzate – precisa – che vengono date ’in pasto’ al calcolatore allo scopo non solo di individuare il rischio ma, nel caso si debba procedere all’intervento, al fatto che quest’ultimo non sia più invasivo come accade ora ma che si possa asportare solo quel pezzetto di tessuto che viene ritenuto pericoloso. Quello che si vuole fare è andare verso intervento sempre più personalizzati".

Ma chi fornisce le informazioni all’intelligenza artificiale, in modo che costruisca algoritmi che possano effettuare una diagnosi precoce? "Siamo già pronti con tutti i dati relativi a 600 donne che hanno avuto un tumore ovarico, dati che saranno immessi nei calcolatori – chiarisce Pierandrea De Iaco, primario dell’Unità operativa di Ginecologia oncologica –. L’ipotesi è di arrivare a una prevenzione di cento casi all’anno".

Essendo il Policlinico il centro di riferimento regionale per i tumori ginecologici, De Iaco ha potuto analizzare come questo tipo di neoplasia sia in crescita: "E’ in aumento negli ultimi anni, quasi certamente a causa degli stili di vita dove sono presenti cibi ricchi di grassi, ma anche anche inquinamento ambientale che abbassano le difese immunitarie. In Emilia Romagna ci sono circa 750 casi all’anno e il trenta per cento viene trattati qui al Sant’Orsola".

E’ la prima volta che l’intelligenza artificiale viene usata in questo tipo di pazienti e il progetto è nato dalla collaborazione di tre unità operative di Fisica sanitaria, Ginecologia oncologica e Anatomia patologica. L’"arruolamento" delle pazienti avverrà presso l’Unità di Ginecologia oncologica dove i chirurghi De Iaco e Anna Myriam Perrone (co-principal investigator del progetto) saranno coadiuvati non solo dalle analisi di radiomica (analisi delle immagini mediche volta ad ottenere, tramite metodi matematici e luso dei computer, informazioni non rilevabili tramite la semplice osservazione visiva, ndr) condotta da Strigari (principal investigator dello studio) ma anche dalla ricostruzione ad alta definizione delle immagini pre-operatorie integrate con tutto ciò che l’analisi istologica e genetico-molecolare mette in evidenza, tutto questo con il supporto di Donatella Santini, ginecopatologo dell’Irccs. Il progetto si avvale della collaborazione con l’Università di Bologna.

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