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“Quella leucemia è curabile nel 95% dei casi. A patto che venga diagnosticata in tempo”

Logo La Repubblica La Repubblica 07/06/2021 di Elena Dusi
© Fornito da La Repubblica

“E’ una malattia rara, e il medico di fronte a un paziente a volte tende a pensare ai disturbi più comuni. Ma la leucemia cosiddetta fulminante non solo è riconoscibile in ospedale, è anche curabile con buone percentuali di successo. Purché però, venga presa in tempo”. Sergio Amadori, ematologo dell’università di Roma Tor Vergata, è anche presidente dell’Ail, Associazione italiana leucemie. Non conosciamo i dettagli della morte del cantante Michele Merlo. Ma quella che sembra essere stata una leucemia fulminante, a dispetto del nome spaventoso, per la medicina non corrisponde affatto a una condanna.

Di quale malattia si tratta?

“Il termine leucemia fulminante si è diffuso da 30, 35 anni fa. E’ un’espressione generica, usata quando una persona si sentiva male o moriva all’improvviso, con gli esami del sangue che mostravano i caratteri di una leucemia. In realtà parliamo di due possibili malattie, la leucemia mieloide acuta, nella sua forma molto aggressiva, o la leucemia acuta promielocitica, una variante rara che causa di frequente delle emorragie gravi, e che in effetti è capace di portare a morte nel giro di uno o due giorni”.

Cosa succede esattamente?

“La leucemia causa un crollo delle piastrine, che sono frammenti di cellule prodotti dal midollo per tappare una ferita. Anziché avere un valore normale, che può essere attorno a 200mila piastrine, chi ha la malattia può scendere a mille, sempre come valore indicativo. Un’emorragia al cervello in queste condizioni può rivelarsi fatale”.

Ma non ci sono segnali di allarme?

“Sì ci sono. Lividi che si formano sotto la pelle senza motivo, sanguinamenti a naso, gengive, o nelle urine. Ci può essere un po’ di febbre, il paziente può sentirsi stanco ed è pallido. Sono tutti segni che possono guidare il medico verso un sospetto di leucemia. Il crollo delle piastrine viene messo in evidenza da un emocromo, un normale esame del sangue. Un medico che veda questi sintomi in genere chiede la consulenza di un ematologo, che procede con un esame del midollo e in un paio d’ore arriva alla diagnosi precisa”.

A Michele Merlo hanno diagnosticato una possibile infezione virale. Perché è possibile fare confusione fra le due malattie?

“Un calo di piastrine può avere tante cause e la leucemia è di sicuro la meno frequente. Può dipendere appunto da un’infezione, o da un farmaco. Le leucemie hanno un’incidenza che si aggira attorno a un caso ogni 100mila abitanti in un anno. Può darsi che il medico tenda a non pensare all’ipotesi peggiore, ma  propenda per la causa più probabile. Nel caso delle leucemie fulminanti però agire in tempo è vitale”.

Senza la giusta diagnosi, cosa accade a questi pazienti?

“Con le piastrine troppo basse, può esserci un’emorragia. Non è detto che avvenga al cervello, anzi, questa eventualità non è particolarmente frequente. Ma in quel caso la situazione rischia di farsi grave”.

Ci sono fattori di rischio per queste leucemie?

“Nessuno, le cause sono genetiche e non dipendono dal comportamento”.

Le cure?

“Le cure ci sono e se somministrate in tempo sono efficaci. Se l’ematologo arriva alla diagnosi di leucemia acuta promielocitica, il paziente viene trattato immediatamente con delle trasfusioni di concentrati piastrinici per frenare il rischio di emorragie. Poi si inizia la terapia per la malattia vera e propria, con un farmaco cosiddetto intelligente che ha portato la sopravvivenza dal 15-20% di 35 anni fa al 95% di oggi. E senza chemioterapia”.

Di che cura si tratta?

“La maggior parte dei tumori è causata da un accumulo di diverse anomalie genetiche. La leucemia acuta promielocitica invece nasce da una sola alterazione. Il farmaco in questo caso può prenderla di mira con efficacia. Si tratta di un mix di arsenico e acido all-transretinoico, un derivato della vitamina A. L’arsenico, come notarono i cinesi in laboratorio, ha la proprietà di uccidere le cellule malate. L’acido all-transretinoico colpisce l’alterazione genetica. E’ una formula che permette di curare questa malattia con grande successo, ma bisogna fare la diagnosi e intervenire immediatamente”.

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