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AstraZeneca, si cambia: ora richiami con Pfizer a un milione di under 60

Logo La Repubblica La Repubblica 10/06/2021 di Michele Bocci
© Fornito da La Repubblica

Un'altra giornata di confronto e soprattutto di ore spese a limare le parole, per uscire nel modo migliore possibile dalla nuova empasse legata ad AstraZeneca. Il Cts deve rispondere al quesito sulle fasce di età alle quali fare quel vaccino, seguendo le indicazioni dell’Aifa e del ministero alla Salute. A cambiare il rapporto tra il rischio di prendere la malattia e il beneficio dato dalla vaccinazione c’è la sensibile riduzione della circolazione del virus. L’idea degli esperti è quella di rendere ancora più stringente il suggerimento di utilizzare quel vaccino solo per gli over 60, per interrompere gli open day dedicati ai giovani che sono stati organizzati da molte Regioni in queste settimane. Non si può vietare esplicitamente l’uso di quel vaccino sotto quell’età perché comunque l’approvazione europea di Ema e quella italiana di Aifa sono per tutti gli over 18. Arriverà però un’indicazione più perentoria.

Poi c’è il problema conseguente al nuovo indirizzo, cioè quello dei richiami. Anche se i casi di reazioni avverse alle seconde dosi di AstraZeneca sono molti meno rispetto a quelli, comunque rarissimi, individuati dopo le prime, i tecnici del Cts si starebbero muovendo per aprire alla possibilità di cambiare il vaccino. Ci sono nuovi studi, sottolineati l’altro ieri anche dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, dai quali si ricava l’efficacia di una dose “eterologa”, cioè di Pfizer o Moderna anche se successiva a quella di AstraZeneca. E sarebbe proprio questa l’indicazione, auspicata tra gli altri ieri dall’ex direttore di Ema Guido Rasi, che è pronto a dare il Cts. Avrebbe un effetto importante sulla campagna vaccinale, come ha fatto notare durante una riunione con i tecnici dell’altro ieri anche il commissario straordinario, generale Francesco Figliuolo. Cioè potrebbe portare a un ritardo sulla tabella di marcia della campagna, che ieri ha superato la soglia dei 40 milioni di italiani che hanno ricevuto la prima dose.


Video: AstraZeneca ai giovani: stop sotto i 50 anni? Terza dose sarà Pfizer e si farà dal medico (RaiPlay)

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Nel nostro Paese ci sono 2 milioni e 80 mila persone sotto i 60 anni che hanno avuto una dose del vaccino AstraZeneca. Di questi 1 milione e 20 mila aspettano di fare il richiamo. Per loro andrebbero trovate dosi dell’altro vaccino, quello a Rna messaggero. L’idea sarebbe quella di non spostare la data dell’appuntamento per la seconda iniezione ma comunque ci sarebbe un impatto legato alla ridistribuzione delle dosi. Anche se un milione non sono tantissime, molte Regioni viaggiano con i magazzini sempre vuoti e quindi dovranno fare un po’ di scorta per assicurare le seconde dosi con Pfizer o Moderna. Inoltre verranno a mancare le vaccinazioni ai giovani, che quasi tutte le Regioni, magari senza adottare la modalità dell’open day, facevano in parte con AstraZeneca.

Nell’attesa del Cts, ancor prima della morte, ieri pomeriggio, della ragazza ligure, alcune Regioni, come la Campania, avevano cancellato gli open day. Intanto è calata anche la domanda dei giovani, che nei giorni scorsi facevano la coda per ricevere subito i vaccini a vettore virale come Johnson&Johnson e AstraZeneca. Alla Nuvola di Fuksas, a Roma, l’altro ieri sarebbero stati un centinaio i ragazzi che si sono fatti avanti, contro gli oltre mille dei giorni passati. E dopo il decesso di Camilla, ieri sera, la Sicilia, altra Regione che aveva fatto molti open day, ha sospeso l’uso di AstraZeneca per gli under 60. Ha preceduto Cts e ministero alla Salute.

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