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Cantiere Amatrice: a 5 anni dal terremoto prima gru in zona rossa

Logo La Repubblica La Repubblica 28/07/2021 di Benedetta Perilli
La zona rossa al centro della nuova fase della ricostruzione / Copyright Fotografi in Amatrice © Fornito da La Repubblica La zona rossa al centro della nuova fase della ricostruzione / Copyright Fotografi in Amatrice

È stato il simbolo della devastazione, con i soccorritori che estraevano le vittime dalle abitazioni crollate. Poi quello dell’immobilismo della burocrazia, con tonnellate di macerie che attendevano di essere rimosse. Infine, rimasto nudo con la sua torre mozza, è stato una ferita. Da oggi il corso di Amatrice chiude per lasciare spazio alla ricostruzione della zona rossa che passerà proprio da qui.

Sotto l’arteria principale del paese iniziano i lavori per la realizzazione del tunnel dei servizi, che conterrà tutta la rete idrica, elettrica, il sistema di fognature e di comunicazioni e, parallelamente, inaugura oggi — alla presenza del presidente della Regione Lazio Zingaretti e del commissario Legnini — il bypass stradale che sostituirà la viabilità del corso. 

Non solo. Da oggi, e nei prossimi giorni, partono anche i lavori per la stesura della piattaforma che ospiterà la prima gru per la ricostruzione privata nella zona rossa. Si alzerà nella prossima settimana e servirà a ricostruire il primo abitato del centro storico, nei pressi della chiesa di Sant’Agostino. Un cantiere altamente simbolico che spezza l’orizzonte della spianata lasciata dal sisma. A realizzarlo è il consorzio Matrix, che nel 2019 ha riunito sotto lo stesso tetto una cinquantina di imprese locali. «Siamo lavoratori amatriciani al 90 per cento ed è un pensiero che mi commuove perché mi piace credere che Amatrice sarà la Gemona del popolo: a ricostruirla sarà la sua gente», commenta Gaetano Galli, uno dei responsabili del consorzio.


Video: Cammina Italia: nelle terre mutate dal terremoto del 2016 (Rai News)

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Nell’ultimo anno il silenzio ha lasciato il posto al rumore dei trapani e dei martelli. Battenti dalla prima mattina alle 18 quando dopo la chiusura dei cantieri sul paese torna l’assenza dei rumori. È un via vai di operai, di tir, di polvere che si alza. Dalla notte del 24 agosto, quando un sisma del sesto grado ha sfigurato il territorio e ucciso 299 persone, il paese laziale non è mai stato così operoso. E i risultati si vedono: dei 310 cantieri aperti 114 sono stati conclusi, 26 lo saranno entro agosto e 16 entro dicembre. Le prime abitazioni sono state già riconsegnate anche se non è ancora possibile abitarle per l’assenza di forniture energetiche e fognarie. Tutto si muove, complice anche l’imminente anniversario dei cinque anni dal terremoto, e la campagna elettorale che anche qui in autunno porterà all’elezione del nuovo sindaco.

E sempre oggi verrà posta la prima pietra del nuovo Albergo Scuola, l’istituto professionale di formazione alberghiera incentrato sulla tradizione culinaria del luogo. Mentre, a pochi metri, il 31 verrà inaugurato l’Auditorium della Laga, il cinema-teatro realizzato dalla Croce Rossa Italiana che servirà da collante per la ricostruzione del tessuto sociale molto provato dopo il terremoto e la pandemia. Il primo appuntamento è per domenica primo agosto con il concerto gratuito di Angelo Branduardi. Ed è atteso prossimamente il via all’imponente progetto della Casa Futuro di Stefano Boeri per la Diocesi di Rieti e l’Opera per il Mezzogiorno.

«L’avvio della ricostruzione nella zona rossa è stato oggetto di una ordinanza speciale in deroga, una delle prime che ho firmato», spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. «Con un approccio innovativo abbiamo affrontato l’enorme difficoltà di programmare e attuare la ricostruzione su quella spianata di morte e distruzione. Finalmente ci siamo ma la sfida ora è provvedere anche alle tante frazioni distrutte e applicare una simile accelerazione anche negli interventi pubblici», aggiunge. 

«Non più una zona rossa ma verde», così il vice sindaco Massimo Bufacchi e all’entusiasmo per il fermento di questi giorni si unisce anche l’ex primo cittadino e consigliere della Regione Lazio Sergio Pirozzi che però lancia un appello per il reinserimento nel decreto Sblocca cantieri della norma che vieta la vendita delle abitazioni ricostruite con fondi pubblici prima di due anni dalla fine dei lavori. «Fu voluta da me ed Errani nel 2017 ma dopo soli due anni abrogata. Chiedo che venga reinserita per evitare fenomeni speculativi, per prevenire l’abbandono del territorio, per chiudere uno spiraglio lasciato aperto alla malavita perché già girano persone che offrono migliaia di euro per acquistare progetti di ricostruzione già approvati. Non lasciamo che qualcuno metta le mani sulla città». 

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