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Come funziona la fattura elettronica obbligatoria dal 1° gennaio

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 29/12/2018 Isidoro Trovato
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La fatturazione elettronica

Si avvicina il nuovo anno che, almeno dal punto di vista fiscale, potrebbe introdurre una sorta di rivoluzione copernicana per i contribuenti italiani. Dal primo di gennaio 2019 infatti entrerà in vigore la fatturazione elettronica con tutto il carico delle polemiche che si porta dietro. Tutti i titolari di partita Iva dovranno effettuare le proprie fatture sul web e farle transitare dall’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo dichiarato è quello di impedire le false fatturazioni e recuperare gettito sottratto alle casse del Fisco. Gli ostacoli però, di vario genere, non mancano. Non a caso quest’anno è saltata la cosiddetta «prova generale» prevista per luglio, quando la fatturazione elettronica avrebbe dovuto riguardare i carburanti d’auto e per il riscaldamento di immobili e impianti industriali. Il Paese non era ancora pronto e secondo i professionisti del settore non lo è ancora. La controprova ci sarà nel corso del 2019 quando bisognerà verificare se il meccanismo, superati gli ostacoli, si dimostrerà affidabile e in grado di assicurare al Fisco gli obiettivi previsti.

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Le deroghe, esentate 1,4 milioni di partite Iva

Nello specifico, il nuovo obbligo di fatturazione elettronica tra privati riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato italiano. Le operazioni possono riguardare sia transazioni tra partite Iva (i cosiddetti B2B) sia le prestazioni nei confronti del consumatore finale (B2C). Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica i soggetti che rientrano nel regime di vantaggio, nel regime forfettario e i piccoli produttori agricoli. Interessante definire il perimetro dei contribuenti coinvolti per capire l’impatto che avrà sul nostro Paese. In Italia infatti il numero dei contribuenti Iva, secondo le stime dei commercialisti, è pari a 5.942.985 di cui 3.791.799 persone fisiche, 830.543 società di persone, 1.262.864 società di capitali, 48.299 enti non commerciali e 9.480 non residenti. Rimarranno esclusi dalla fatturazione elettronica circa 1,4 milioni partite Iva persone fisiche che applicheranno il regime dei minimi. Ai 935 mila che se ne avvalgono oggi, si stima che, con l’entrata in vigore della flat tax fissata a 65 mila euro, se ne dovrebbero aggiungere circa 400-500 mila. A essere esclusi saranno anche i medici e i farmacisti per le operazioni che già comunicano telematicamente al sistema sanitario nazionale alle grazie alla tessera sanitaria,

La compilazione, la procedura online

Come funzionerà il meccanismo? La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea in quanto: 1) va necessariamente redatta usando un pc, un tablet o uno smartphone; 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio (Sdi) in formato xml. Il Sistema di interscambio (che di fatto consente il controllo delle transazioni all’Agenzia delle Entrate) verifica: — se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali; — la correttezza dell’indirizzo telematico (cosiddetto «codice destinatario» ovvero indirizzo Pec) al quale il cliente desidera che sia recapitata la fattura; — che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il codice fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sdi consegna la fattura al destinatario comunicando, con una ricevuta di recapito, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento. Intanto con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria cambiano le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti vi siano assoggettati: al termine di ogni trimestre sarà l’Agenzia delle Entrate a rendere noto l’ammontare dovuto.

Sei mesi di «prova» senza sanzioni

Restano però le perplessità e le criticità segnalate dai professionisti del settore (consulenti del lavoro e commercialisti): prima tra tutte la tutela della privacy per tutti i dati sensibili (non solo di natura sanitaria) che possono essere contenuti nelle fatturazioni elettroniche. Bisognerà poi capire come reggerà la rete telematica considerato che ci sono molte parti del territorio italiano neanche coperte dalle rete di Internet. Il cosiddetto digital divide, presente in alcune zone d’Italia e non solo nel Mezzogiorno, impedirà una gestione fluida dei rapporti informatici con l’Amministrazione finanziaria. La chiave di tutto però resta il gettito: secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate l’incasso garantito dalla fatturazione elettronica dovrà essere di circa 1,9 miliardi di euro ma secondo il centro studi dei commercialisti italiani in termini di gettito i risultati non si discosteranno molto da quelli ottenuti tramite lo spesometro anche perché comunque carta e digitale continueranno a convivere insieme. È stato invece risolto il nodo dell’obbligatorietà: nel primo semestre del 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria ma verranno eliminate le sanzioni per chi non sarà pronto nei tempi richiesti.

Privacy e incassi, i dubbi dei fiscalisti

Il mondo delle professioni aveva accolto con parecchie perplessità soprattutto l’obbligatorietà del provvedimento visto che l’Italia è l’unico Paese europeo ad adottare un obbligo telematico per tutti i tipi di fatturazione. «Abbiamo appreso con favore — afferma Marina Calderone, presidente dei consulenti del Lavoro — il provvedimento che elimina per il primo semestre del 2019 le sanzioni per la mancata o ritardata fatturazione elettronica. Adesso invece l’introduzione sarà più progressiva. Restano forti invece le perplessità sulle diverse velocità di connessione alla rete Internet esistenti nel Paese». Un semestre ancora, dunque, per testare l’efficacia del meccanismo. «Sul tema fatturazione — afferma Massimo Miani, presidente dei commercialisti italiani — giriamo l’Italia per convegni, parliamo con i colleghi, abbiamo il polso delle piccole imprese e possiamo dire con cognizione di causa che la situazione è complessa. C’è l’enorme problema sollevato giustamente dall’Autorità garante per la privacy, che non si risolverà facilmente. Questo malgrado le maggiori tutele inserite nel testo normativo dopo le critiche sollevate dal garante sulla privacy. In merito al gettito previsto inoltre restiamo scettici: siamo convinti che la fatturazione telematica garantirà incassi molto inferiori a quelli previsti dal Fisco». 

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