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Covid, effetto variante Delta: primi focolai post Europei, ma si resta in bianco

Logo La Repubblica La Repubblica 17/07/2021 di Michele Bocci
La parata degli azzurri per le strade del centro di Roma il giorno dopo la vittoria dei campionati europei di Calcio © Fornito da La Repubblica La parata degli azzurri per le strade del centro di Roma il giorno dopo la vittoria dei campionati europei di Calcio

Un altro salto in avanti deciso, con un +77% di contagi in una settimana, un Rt già potenzialmente a 1,24 (quello ufficiale è 0,91), focolai legati agli Europei che iniziano ad allargarsi. La Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute ieri ha sancito la ripresa dell'epidemia, spinta in avanti dalla variante Delta, dopo mesi di calo. In sette giorni i casi sono passati da 6.325 a 11.211. Fortunatamente non si vedono ancora effetti sui ricoveri. Continuano infatti ad essere molto pochi e non è detto che tornino a salire quanto le nuove infezioni. Del resto ci sono altri Paesi che stanno già sperimentando questa tendenza. Ieri il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha confermato quanto anticipato da Repubblica, e cioè ha detto che a fine agosto si prospetta comunque una crescita dell'impegno degli ospedali con occupazioni dei letti comunque lontane dalle "soglie critiche del 30% e 40%. Ma è possibile che si superi il 10% di occupazione con centinaia di persone ricoverate, questo è ovviamente lo scenario peggiore". Il 10% dei posti letto di rianimazione sono circa 800. Ieri i ricoverati nelle terapie intensive erano 153.

LE REGIONI A RISCHIO


Video: Covid: variante Delta in Italia, focolai sparsi (Mediaset)

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Le Regioni con l'incidenza più alta sono cinque: Sardegna 33, Sicilia 31,6, Veneto 26,6, Lazio 24, Campania 21,6. Non rischiano comunque di finire in zona gialla perché per passare in quello scenario non basterà più avere 50 casi per 100mila abitanti ma bisognerà anche valutare l'occupazione dei posti letto, che al momento è bassa ovunque. Con l'aumento dei casi quasi tutte le realtà locali, a parte Valle d'Aosta e Provincia di Trento, passano in una situazione di rischio moderato. L'Rt non conta più come un tempo per determinare le zone-colore. Però viene sempre rilevato, e ci sono già tre Regioni (Abruzzo, Campania e Veneto) che lo hanno già più alto di 1. In più adesso la Cabina di regia stima anche qual è l'Rt tendenziale, cioè più recente. E il dato è appunto di 1,24.

SFIORATI I TREMILA CASI

I numeri valutati dalla Cabina di regia riguardano il periodo da venerdì 9 luglio a giovedì 15. Ieri c'è stata una nuova crescita e sono stati sfiorati i 3.000 nuovi casi. Probabilmente non si vede ancora l'effetto dei festeggiamenti per la vittoria dell'Europeo di domenica scorsa ma a Roma è scoppiato un focolaio da oltre 90 casi legato ai quarti e alle semifinali del 2 e del 6 luglio. A Manfredonia, in Puglia, c'è stato un cluster da una quarantina di casi tra studenti tra 17 e 19 anni. Come ormai chiaro, i più colpiti sono i giovani perché sono i meno vaccinati. Quasi sempre hanno forme di malattia blanda o sono asintomatici, per questo i casi negli ospedali non salgono. "L'età mediana è di 28 anni - ha spiegato Brusaferro - Stiamo toccando un picco dell'età mediana molto basso, più basso della scorsa estate. L'età mediana per ricovero è 50 anni e quella dei decessi è introno a 70 anni ma casi sono limitati". Il presidente dell'Istituto superiore di sanità ha sottolineato come "solo il 57% nella fascia 60-69 anni ha completato il ciclo vaccinale, nel caso dei 70-79enni solo il 74%. E sappiamo che oggi nel nostro Paese sono circa due milioni e mezzo le persone con più di 60 anni che non hanno iniziato la vaccinazione. È un bacino d'utenza particolarmente critico in una fase in cui la circolazione del virus sta riprendendo e procederà nella sua diffusione".

Ieri intanto sono state raggiunte le 60 milioni di dosi somministrate. Sono quasi 26 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 48% della popolazione over 12.

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