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Green Pass, dove è obbligatorio: dai ristoranti alle chiese, tutte le regole

Logo La Repubblica La Repubblica 23/07/2021 di Viola Giannoli
© Fornito da La Repubblica

Al ristorante sì, i ristoratori no

Da 6 agosto, anche in zona bianca il Green Pass sarà obbligatorio per sedersi in un tavolo al chiuso per consumare cibo o bevande in ristoranti, bar, enoteche, pub, locali. Ma vale solo per i clienti o anche per i ristoratori? L'obbligo vale al momento solo per i clienti ovvero per chi si siede al tavolino, mentre non è previsto per gestori, esercenti, proprietari, camerieri o qualsiasi altro lavoratore dei locali. Almeno finché questi sono nel locale durante l'orario di lavoro. I lavoratori sono obbligati solo, al contrario dei clienti, a indossare la mascherina per tutto il tempo del servizio. Quale è il criterio? Il governo ha deciso di non accogliere la richiesta di Confindustria, duramente contestata dai sindacati, di imporre l'obbligo vaccinale nei posti di lavoro. Al tempo stesso però, come spiegato dall'Esecutivo, il Green Pass è anzitutto, prima ancora di una misura restrittiva per limitare i contagi, un incentivo alla vaccinazione. I lavoratori di bar, ristoranti e locali sono anzitutto cittadini, dunque per andare al cinema, in un altro ristorante o in palestra dovranno avere il Green Pass: lì dovranno esibirlo anche se non saranno obbligati a portarlo con sé nel loro locale.

L'incertezza su hotel, residence o mense

Cosa accade per le attività di ristorazione di hotel, residence, b&b, agriturismi? E per le mense universitarie o aziendali? Il decreto parla di "servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso", rimandando all'articolo 4 del decreto legge del 22 aprile 2021, senza ulteriori dettagli. Leggendo il vecchio dl, relativo alle misure per la graduale riapertura delle attività, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive per i clienti alloggiati nelle camere era esclusa dai limiti di orari. Resta quindi il dubbio visto che per alloggiare nelle strutture non è richiesto alcun Pass. Quanto alle residenze e alle mense universitarie, dovranno essere aggiornate le linee guida elaborate lo scorso anno. La Statel di Milano ha bruciato tutti sui tempi, introducendo l'obbligo di Green Pass entro fine anno. Per gli altri si deciderà nelle prossime settimane.

I "controllori" che non vogliono controllare

La validità del Green Pass può essere verificata dalle forze dell’ordine, dai pubblici ufficiali, dal personale di ospedali e Rsa, ma anche dai gestori dei locali, dagli organizzatori di eventi e dai proprietari o affittuari delle location nelle quali è necessario esibirlo. Ma fioccano i dubbi, le contrarietà e le proteste degli esercenti: "controllori" improvvisati che non vogliono controllare. "I gestori dei bar e dei ristoranti non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri - dice la Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi - È impensabile che, con l'attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro green pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità. Così facendo c'è il rischio di rendere inefficace la norma". La proposta è quella di una autocertificazione che sollevi i titolari da ogni responsabilità: "Chi dichiarerà il falso lo farà a suo rischio e pericolo".

Gli esenti: bambini e allergici. Per loro Green Pass ad hoc


Video: Green pass in ristoranti e bar, chi controlla? (Mediaset)

Riproduci nuovamente video

Nel decreto legge e nelle Faq apparse sul sito del Green Pass all'indirizzo web www.dgc.gov.it si menzionano gli esenti dall'obbligo del Green Pass per accedere ad attività e servizi: si tratta di bambini e ragazzini esclusi per età dalla campagna vaccinale, ovvero tutti quelli con meno di 12 anni per i quali non esistono vaccini autorizzati dall'Ema, e i soggetti che non possono sottoporsi all'inoculazione anti Covid sulla base di idonea certificazione medica. "Per queste persone verrà creata una Certificazione digitale dedicata - si legge - Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo". In pratica basterà mostrare un documento che certifichi l'età dei bambini o un certificato del proprio medico, dell'ospedale, della Asl che attesti l'impossibilità a vaccinarsi per i rischi connessi alla somministrazione di un farmaco anti Covid. "La circolare ad hoc per queste categorie, bambini, allergici, patologici e altri soggetti interessati dall'esonero - aggiunge il professor Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute - arriverà in tempi brevissimi per arrivare al 6 agosto già pronti".

I tamponi gratuiti o scontati

Il decreto garantisce tamponi antigenici a prezzi calmierati dal 6 agosto al 30 settembre 2021 per andare incontro a tutti i non ancora vaccinati, in attesa di appuntamento. Lo prevede un protocollo che verrà siglato tra struttura commissariale all'emergenza Covid, ministero della Salute, farmacie e laboratori pubblici e privati. Oggi il costo di un tampone è di circa 20 euro (tranne in Veneto dove sono gratuiti). Quanto costeranno ad agosto? E tutti potranno accedere ai tamponi a prezzi scontati o solo alcune categorie di persone? In attesa di fare chiarezza il governo ha impegnato 45 milioni di euro per il 2021. La ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone ha proposto tamponi gratuiti per la fascia 12-18 anni, la più indietro per le vaccinazioni, con un solo vaccino autorizzato (Pfizer) e un secondo approvato dall'ema solo oggi, 23 luglio (Moderna). 

In chiesa senza Pass

Qualche parroco aveva lanciato l'idea, in Basilicata così come in Molise: "In chiesa solo con il Green Pass". Ma il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato su Radio Capital, ha chiuso il discorso: "Per quanto riguarda l'obbligo di l'utilizzo del Green Pass in chiesa, non abbiamo previsto nulla". Lo stesso si suppone varrà per i luoghi sacri delle altre religioni.

I tamponi per i bambini ai matrimoni

Il settore dei matrimoni e degli eventi privati è stato il primo a sperimentare l'utilizzo del Green Pass, fin dallo scorso 15 giugno. Per questo nel nuovo decreto non ce n'è traccia. Eppure un dubbio resta e a sollevarlo è Federmep, la Federazione dei matrimoni e degli eventi pubblici. "Dall'uso esteso del Green Pass in tutta una lunga lista di attività sono esentati i bambini fino ai 12 anni - rileva la presidente Serena Ranieri - Peccato che il decreto Sostegni bis, approvato ieri dal Senato, preveda, per la partecipazione ai banchetti conseguenti le cerimonie, l'esenzione solo per i bambini fino a 6 anni. Se i partecipanti all'evento sono più di 60, lo stesso decreto Sostegni bis prevede l'obbligo di Pass anche per i bambini con meno di 6 anni". In pratica: se per andare in piscina, al ristorante al chiuso o all'acquapark un bambino di 4 anni non deve sottoporsi a tampone, per partecipare alla festa di comunione di un amichetta dovrà farlo. Una contraddizione che dovrebbe essere sanata escludendo dall'obbligo di Pass per gli under 12 anche i banchetti per le cerimonie civili o religiose.

I vaccinati Uk: sì al Green Pass

Si scioglie il nodo dei vaccinati Oltremanica. "È Riconosciuto il ciclo vaccinale completo per chi proviene dalla Gran Bretagna, ci si sta lavorando in queste ore e tra oggi (23 luglio) e domani (24 luglio) sarà risolta la questione del Green Pass agli italiani che hanno fatto il vaccino completo in Uk". A dirlo è Gianni rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, nel corso della conferenza stampa della cabina di regia sul monitoraggio dell'epidemia da covid-19. Quanto al contrario - perché non è riconosciuto il green pass italiano in inghilterra - Rezza spiega: "Bisognerebbe chiederlo agli inglesi, è sicuramente una situazione particolare. Il Regno Unito ha attuato alcune misure restrittive per far fronte anche a casi di varianti diverse dalla delta ma queste situazioni relative alla reciprocità credo saranno risolte in breve tempo".

Le chiamate a vuoto al centralino. "Rafforziamo lo staff"

Ci sono decine, centinaia, forse migliaia di persone che non riescono a scaricare il Green Pass e si perdono in un'odissea telefonica di numeri verdi e utili. Il ministro della Salute Roberto Speranza - ha annunciato il direttore della prevenzione del dicastero, Gianni Rezza - sta rafforzando lo staff e i call center per il Green Pass al fine di risolvere dubbi e criticità presentate dai cittadini".

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