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Depressione da lockdown, arriva la “cannabis light di cittadinanza”

Logo La Stampa La Stampa 04/05/2021 claudio laugeri
Il reddito di cittadinanza c’è già. E adesso arriva anche la «cannabis light» di cittadinanza. E’ l’iniziativa della società «JustMary», che in pochi anni si è affermata come leader nel mercato della consegna a domicilio delle fiorescenze destinate a rilassare. Certo, non sarà questo il rimedio per il mercato in crisi e la disoccupazione in crescita. Ma stress e depressione dilagano, complici i lockdown a corrente alternata. «Speriamo di regalare una serata di serenità a chi vive un momento di difficoltà, economica o psicologica», dice Mattero Moretti, amministratore dell’azienda. L’idea del manager è di aiutare chi ne ha più bisogno, per questo le «dosi» di fiorescenza andranno a chi «ha un Isee per il 2020 al di sotto dei 40 mila euro. Sarà sufficiente inviare la documentazione via chat al nostro sito», aggiunge. Altra burocrazia? «Ma no, non c’è da preoccuparsi. Se qualcuno non vuole mandare copia dell’Isee, basta un’autocertificazione. Preferiamo lavorare sulla fiducia», spiegano a «JustMary». Se poi ci sarà l’invasione dei «furbetti», basterà poco per adottare le contromisure. La «cannabis light di cittadinanza» potrà essere chiesta una volta al mese, con tanto di recapito a domicilio dalle 18 a mezzanotte. Tutto gratis. E anonimo. Come sempre, la consegna (a Milano, Torino, Firenze, Roma, Monza e Catania) avverrà entro 45 minuti. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) L’annuncio di una società specializzata nella consegna a domicilio di prodotti «light»]] Per questa operazione di marketing «solidale», l’azienda ha ordinato ai fornitori mille confezioni da un grammo. Il valore sul mercato è di 10 euro ciascuna, oltre ai 5 per la consegna. Come dire che la «JustMary» ha messo sul piatto 180 mila euro, quasi il 10 per cento del fatturato (un milione e 600 mila) del 2020. Le mille confezioni omaggio vanno ad aggiungersi alle oltre 3 mila consegne al mese, ciascuna per un valore di 40-50 euro. Ma le ultime settimane di «zona rossa» in varie zone d’Italia hanno fatto decollare il business. Per noia o depressione, o anche soltanto per curiosità, il pubblico ha «cliccato» spesso e volentieri i prodotti sulla vetrina di «JustMary». Conseguenza: stipendi aumentati e personale triplicato in pochi mesi (da 10 a 32 collaboratori). Una situazione da sballo. Anche se «light».
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