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Faenza, l’omicidio di Ilenia era già stato tentato due volte

Logo La Stampa La Stampa 23/03/2021
UCCISA A FAENZA: FIGLIA VUOLE INCONTRARE IL PADRE IN CARCERE © ANSA UCCISA A FAENZA: FIGLIA VUOLE INCONTRARE IL PADRE IN CARCERE Già altre due volte avevano tentato di uccidere Ilenia Fabbri, in un piano messo a punto tra settembre e ottobre. E' quanto emerso dalla confessione che il 17 marzo il 53enne Pierluigi Barbieri, alias “lo Zingaro”, sicario reo-confesso dell'omicidio di Faenza (Ravenna), su mandato dell'ex marito. L'uomo avrebbe detto che i due precedenti tentativi di eliminare la donna erano falliti, il primo perché lui non si era orientato bene nella casa alla ricerca della stanza della 46enne e l'altro perché l'ex marito, Claudio Nanni, il cui arrivo avrebbe dovuto segnare l'inizio dell'azione, si era presentato tardi. Barbieri, originario di Cervia, ma domiciliato nel Reggiano, ne ha parlato quando è stato sentito in Questura a Ravenna in merito alla 46enne uccisa il 6 febbraio nella sua abitazione di via Corbara. I dettagli sono emersi dopo un altro interrogatorio, nel quale invece l'ex marito della donna, 54 anni, presunto mandante del delitto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo Barbieri, il piano all'inizio - in cambio di 20 mila euro e un'auto usata - prevedeva di fare scomparire la 46enne dentro a un trolley, di cospargerla di acido e di gettarla in una buca già scavata nelle campagne faentine e individuata dagli inquirenti. Tanto che, su sua indicazione, in un magazzino dell'officina di Nanni nei giorni scorsi la polizia, coordinata dal Pm Angela Scorza, ha sequestrato una vanga, dell'acido e un trolley. Sempre Barbieri ha dato indicazione per recuperare in un campo adiacente a una piazzola dell'autostrada A14 tra Faenza e Imola il manico di un martello da carpentiere con cui aveva provato a soffocare la donna subito prima di tagliarle il collo con un coltello da cucina recuperato nell'abitazione. I nuovi elementi, se confermati, rafforzano l'ipotesi della premeditazione di un delitto aggravato anche dai motivi abietti: un assassinio commesso con il fine di non corrispondere alla donna le somme di denaro di sua spettanza e per rientrare nella disponibilità della casa coniugale. Barbieri, secondo quanto ricostruito, ha raggiunto Faenza nelle prime ore della mattina del 6 febbraio e, accertatosi dell'allontanamento di Nanni, sopraggiunto per prendere la figlia Arianna (così da precostituirsi un alibi) si è introdotto nella casa, poi è andato nella camera da letto al primo piano e ha tentato di uccidere Ilenia strangolandola. La donna si è difesa, lui l'ha inseguita per le scale e, dopo averla colpita più volte l'avrebbe accoltellata alla gola, vicino alla cucina.
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