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Il giardiniere serial killer dei gay che nascondeva le vittime nelle fioriere

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 09/02/2018 Elena Tebano

«Non me ne capacito, sembrava così normale» dice adesso Parker Liddle del suo ex giardiniere. La polizia nei giorni scorsi ha scavato nel giardino di Liddle, 75enne residente della Toronto «bene», alla ricerca di resti umani. Sono le vittime del serial killer dei gay: Bruce McArthur, 66 anni, le ha fatte a pezzi e disseminate nei grandi vasi da fiori nelle case che curava per i suoi facoltosi clienti. Gli investigatori ne hanno già recuperati sei, ma hanno requisito almeno 15 grandi fioriere (di quelle usate anche per gli orti urbani) e un terreno che l’uomo usava per depositare gli attrezzi. Stanno inoltre esaminando centinaia di casi di uomini scomparsi. McArthur era stato arrestato il 18 gennaio e accusato di due omicidi in connessione alla sparizione dal Gay Village di Toronto di Andrew Kinsman, 49 anni, e Selim Esen, 44, ma il numero di assassinii che gli vengono contestati è presto aumentato e la polizia si aspetta che cresca ancora. Oggi le vittime accertate sono sei, quelle riconosciute cinque: oltre a Kinsman di cui si erano perse le tracce a giugno, ed Esen, scomparso ad aprile, ci sono Majeed Kayhan, 58 anni, sparito nel 2012, Soroush Marmudi, 50, di cu non si avevano notizie dal 2015 e Dean Lisowick, 40enne senza fissa dimora che sarebbe stato ucciso tra il 2016 e il 2017.

«Sono timido e romantico»

Bruce McArthur (Ap) © Fornito da RCS MediaGroup S.p.A. Bruce McArthur (Ap)

«Posso essere un po’ timido prima di conoscerti meglio, ma nel fondo del cuore sono un romantico» scriveva McArthur sulle app di dating rivolte agli «orsi» della comunità gay con le quali cercava le sue vittime, tutte più giovani di lui. Su Facebook postava invece immagini di gattini, dei due figli e dei nipotini, e foto sue in costume da Babbo Natale. McArthur, che è alto 1 un metro e e 77 centimetri, secondo gli investigatori contattava le sue vittime online e le attirava per incontri sessuali nel furgone che usava anche per lavorare, per poi ucciderle. Vicini e conoscenti lo descrivono come gentile e insospettabile, solo dopo il suo arresto è emerso il suo lato violento. Peter Sgromo, un docente universitario 52enne che aveva conosciuto McArthur a un gruppo di sostegno per uomini gay con figli, ha raccontato alla polizia di come McArthur, che pure non gli aveva mai dato l’impressione di essere aggressivo, durante il sesso è diventato improvvisamente violento: «Stava per rompermi il collo — ha ricordato — pensavo davvero che me lo avrebbe spezzato da come lo torceva». Sgromo, che è ancora più robusto di McArthur, è riuscito a liberarsi con una gomitata e ha interrotto l’incontro, senza però denunciarlo.

Le stufe per scavare nel terreno

Le indagini sono complicate dal rigido clima canadese: gli investigatori hanno dovuto piazzare delle stufe sul terreno congelato per riuscire a recuperare i corpi delle vittime . «Siamo convinti che ci siano ancora resti in alcune delle proprietà in cui stiamo scavando — ha detto il sergente Hank Idsinga —. Ci sono almeno altri due posti dove vogliamo cercare». La polizia ha chiesto a tutti i clienti di McArthur di segnalare i giardini in cui ha lavorato. Intanto la città, famosa in Canada e nel mondo per la sua apertura e per la vivace comunità lgbt che ci vive, è sotto choc. «A Toronto non era mai successo niente del genere — ha commentato Isinga— . È una tragedia cha va oltre la comunità gay: riguarda tutti».

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