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La mail di Aruba vittima di un attacco informatico. La società: “Nessun dato è stato cancellato né alterato”

Logo La Stampa La Stampa 15/07/2021 carlotta scozzari
Sequestrati server online che oscuravano identità hacker © ANSA Sequestrati server online che oscuravano identità hacker Aruba, società italiana che fornisce servizi per le email, la Pec e la registrazione di domini internet, è stata vittima di un attacco informatico. Lo ha comunicato ai clienti questa mattina in una mail: «Desideriamo informarla che il 23 aprile scorso abbiamo rilevato e bloccato un accesso non autorizzato alla rete che ospita alcuni dei nostri sistemi gestionali, ma nessun dato è stato cancellato né alterato. Precisiamo inoltre che nessun sistema di produzione ed erogazione dei nostri servizi è stato coinvolto, poiché completamente separati». Più nel dettaglio, Aruba fa sapere che «i dati presenti nei sistemi interessati, la cui integrità e disponibilità non sono state impattate in alcun modo, sono quelli anagrafici di fatturazione (nome e cognome, codice fiscale, indirizzo, città, cap, provincia, telefono, indirizzo email, indirizzo pec) e i dati di autenticazione all’area clienti, quali login e password, queste ultime protette da crittografia forte, e comunque prontamente disabilitate, pertanto in ogni caso inutilizzabili». Ecco perché, aggiunge la società che opera nel settore dei servizi per email e siti web, «la disabilitazione delle password di accesso all’area clienti è stata eseguita senza preavviso come da procedura di sicurezza standard. Ci dispiace se questo può averle causato qualche disagio, ma ci ha consentito di azzerare ogni tipo di rischio seppure potenziale. Se non ha già provveduto a ripristinare la password a seguito dell'evento, il sistema le chiederà di sceglierne una nuova al primo accesso all'area clienti. Le ricordiamo che non c’è alcuna urgenza nel completare l’operazione, in quanto il sistema è già in sicurezza» assicura Aruba. A ogni modo, garantisce la società, «non sono stati in alcun modo interessati i dati di pagamento (es. carte di credito), né i servizi dei clienti (es. hosting, cloud, email, pec…) e tutti i dati in essi contenuti». Aruba fa sapere di avere «subito attuato una serie di misure interne ed esterne fra cui informare le forze dell’ordine ed il Garante per la protezione dei dati personali. A conclusione di tutte le nostre analisi, abbiamo ritenuto doveroso informarla dell'accaduto seppur non sia richiesta alcuna azione da parte sua. (...) Si tratta purtroppo di un periodo molto particolare, nel quale gli attacchi informatici, sempre più sofisticati, sono in forte aumento e stanno colpendo globalmente aziende ed organizzazioni pubbliche e private di ogni livello».
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