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La polizia locale invia una mail coi numeri di tutti

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 17/10/2021 SARA FERRERI
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di Sara Ferreri

Un solo clic e in 1.300 ricevono una mail dalla polizia locale con i dati personali di migliaia di persone, in particolare numeri telefonici anche personali e indirizzi mail: scattano le proteste e anche le minacce di denunce al comando di polizia locale. Tutto è partito alle 13:06 di venerdì quando dall’indirizzo ufficiale della polizia municipale di Jesi è arrivata una prima mail destinata a 1.300 persone, i cui indirizzi mail sono messi tutti in chiaro (non utilizzando le funzioni di posta elettronica che consentono di non visualizzare coloro che ricevono la mail).

Il testo è semplice: "Buongiorno, si informa che dal giorno 16 ottobre 2021 i mercati del mercoledì e del sabato rientreranno nel centro storico nelle seguenti piazze: piazza della Repubblica, piazza Indipendenza, piazza Spontini, piazza Ghislieri e piazza Federico II. Pertanto si invitano i destinatari della presente a non parcheggiare nelle piazze sede di mercato. Si ringrazia anticipatamente per la fattiva collaborazione".

L’oggetto dice: ‘Elenco utenti registrati nei software Brav’ e in allegato c’è un file Excel con qualcosa come 9.632 nomi e cognomi di chi ha e ha avuto accesso alle ztl del centro storico (anche di quelli che non risiedono più o non hanno più fatto richiesta di entrare ormai da un paio d’anni). Non solo perché accanto ai nomi ci sono per circa la metà di essi 4.702 numeri sia fissi che mobili e dunque personali. E ancora 2.908 indirizzi mail degli stessi. Di fatto circa 1.300 persone (anche se il Comune assicura che circa la metà sono tornate indietro) hanno a disposizione un file contenente di dati di migliaia di persone che vivono o lavorano in centro e non solo.

Pochi minuti dopo sono arrivate le prime mail di risposta per il "mancato rispetto della privacy" con richiesta di spiegazioni e anche le chiamate di protesta in Comune.

Dodici minuti dopo il primo invio ecco il secondo dalla polizia municipale che "fa seguito al precedente invio con preghiera di non tenerne conto" e di cancellare il file incriminato. Ma, si sa, la rete non perdona e una volta inviati i dati personali che necessitano del consenso dell’interessato per essere trattati possono essere salvati, archiviati, inoltrati e utilizzati in modo improprio.

Insomma addio privacy e riservatezza. Dal Comune dopo aver attivato il consulente esterno, l’indomani (ieri) si scusano ma precisano che non si tratta di dati sensibili.

Il rischio adesso è la richiesta di risarcimento danni da parte dei cittadini e un provvedimento analogo da parte del garante della privacy. Così come lo stesso Comune mette in cantiere possibili provvedimenti. Non è tutto perché ieri pomeriggio un’altra mail anzi tre analoghe dall’indirizzo mail ufficiale della polizia municipale sono arrivate agli stessi 1.300 indirizzi (quelli per i permessi ad entrare nelle ztl del centro storico), ancora una volta in chiaro (con tutti i destinatari visibili): "Polizia municipale desidera richiamare il messaggio Elenco utenti registrati nel software Brav".

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