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L'obesità infantile costa all'Italia 4,5 miliardi

Logo La Repubblica La Repubblica 24/10/2018 di VERONICA ULIVIERI
© Fornito da La Repubblica

In Italia ci sono 1,3 milioni di bambini denutriti e quasi un milione di ragazzini e adolescenti obesi. Fenomeni distanti ma che rappresentano due facce della stessa medaglia, risultato in entrambi i casi di povertà economica ed educativa e causa di spesa pubblica. Solo per l'obesità infantile, infatti, si stima che l'impatto sul Sistema sanitario nazionale sia di 4,5 miliardi di euro all'anno.

A scattare la fotografia del fenomeno è il primo rapporto sulla Salute alimentare infantile, realizzato dall'associazione Helpcode con l'istituto Gaslini di Genova. Il problema coinvolge tutto il mondo come una delle principali sfide per la salute pubblica: a livello globale, infatti, si contano circa 51 milioni di bambini gravemente denutriti, a fronte di 124 milioni di bimbi e adolescenti obesi, quota che 40 anni fa era pari a 11 milioni.

L'Italia, nonostante sia conosciuta in tutto il mondo per la salubrità della sua dieta mediterranea, è in realtà tra i Paesi europei con i dati più preoccupanti sul fronte del peso eccessivo dei bimbi. Con 1 bambino obeso o sovrappeso su 3, infatti, la penisola è ancora seconda per la diffusione dell'obesità infantile tra i maschi (21%) e quarta per l'incidenza tra le bambine (14%). Più nello specifico, più del 21% dei soggetti in età infantile è sovrappeso e oltre il 9% obeso.

Se le cause della denutrizione sono chiaramente legate all'indigenza, anche i motivi dell'eccessiva nutrizione vanno cercati secondo Helpcode e l'istituto Gaslini nella povertà: “Quando le risorse per il cibo scarseggiano e diminuiscono i mezzi per accedere a un’alimentazione sana, ci si affida ad alimenti meno salutari che possono portare a sovrappeso e obesità, che non è mai sintomo di opulenza, ma di dieta contrassegnata da un consumo preoccupante di cibo spazzatura”. Basti pensare che in Italia l’8% dei bambini non fa la prima colazione, il 33% ne fa una inadeguata e il 36% consuma ogni giorno bevande zuccherate e gassate.

Questi dati sono destinati a tradursi in significative voci di costo per i sistemi sanitari e in sfide di salute pubblica per i governi. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, a livello globale la malnutrizione è tra le cause del 45% dei decessi di bambini sotto i 5 anni e di molte patologie che colpiscono con più frequenza i piccoli sovrappeso, come difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell'apparato digerente e di carattere psicologico. Non solo: la malnutrizione infantile rappresenta anche un fattore di rischio per problemi destinati a emergere in età adulta, come patologie cardiovascolari e alterazioni del metabolismo. Secondo l'Oms, solo nell'Unione europea, 2,8 milioni di morti all’anno hanno tra le proprie cause malattie legate a sovrappeso e obesità.

Dati da cui emerge chiaramente che per la salute degli adulti è fondamentale agire sul fronte dell'alimentazione, fin dall'infanzia. Da qui nasce la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “C’era una volta la cena”, lanciata da Helpcode con l'istituto Gaslini. L'obiettivo è finanziare un progetto di assistenza ed educazione alimentare per assicurare ai bambini bisognosi i mezzi per un'alimentazione sana e corretta. Grazie alle risorse raccolte da Helpcode, le famiglie beneficiarie potranno acquistare in supermercati convenzionati prodotti selezionati dai nutrizionisti dell'ospedale Gaslini. L'associazione lancerà anche laboratori e attività educative nelle scuole per formare sul tema della corretta alimentazione.

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