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Molestata al parco in pieno giorno

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 04/02/2021 TIZIANA PETRELLI
© SE Poligrafici(wf)|FANTINI

Fano, 5 febbraio 2021 - «E’ assurdo che possano accadere cose del genere in pieno giorno, in un parchetto frequentanto da tante famiglie che abitano a pochi passi da lì". E’ sconvolta una quarantenne fanese che ieri pomeriggio intorno alle 14.30 è stata vittima di una molestia sessuale alla luce del sole. Ha la voce che le trema ancora dalla rabbia e dall’indignazione la donna, madre di due figlie femmine. E proprio per questo motivo lancia un appello alle altre donne di denunciare, tutte, eventuali esperienze simili alla sua. "Sono solita trascorrere la pausa pranzo al parco del Pilone, perché lavoro a Lucrezia - esordisce il racconto la donna -. E’ un parchetto vicino alla superstrada, in un complesso residenziale, frequentato da tanti bambini e dalle ragazzine del quartiere. Spesso le incontro. Oggi (ieri, ndr) però a quell’ora ero da sola su una panchina".

C’è un tavolo con due panchine in un lato di quel parchetto. E’ lì che la quarantenne è solita sedersi. Prima consuma il pranzo sul tavolo, poi si gira di spalle, lo usa come schienale per trascorrere il resto della pausa lavorativa leggendo. E’ una grande appassionata di libri fantasy, ma ciò che le è capitato ieri trascende qualunque tipo di fantasia. "A un certo punto ho sentito una voce maschile alle mie spalle - ripercorre quegli istanti la donna -. Le dispiace se mi siedo qui? mi ha detto dall’altra parte del tavolo. Io ho risposto di no, ma non mi sono neppure girata a guardarlo. E’ tanto grande il tavolo, sarebbe stato lontano…".

Il distanziamento per le misure anti covid era rispettato. "Ad un certo punto si è alzato dicendomi: le dispiace se mi siedo di qua? Io ero un po’ infastidita, non ne vedevo il motivo, tanto più che non avevo voglia di intavolare un discorso come invece pareva voler fare lui. Ero intenta a leggere, a rilassarmi durante la mia pausa dal lavoro, e non avevo voglia di fare conversazione con estranei".

Lei non gli ha risposto e lui ha preso quel silenzio infastidito, per silenzio assenso. "Che cosa fa? mi ha domandato. Io per fargli capire che non avevo voglia di intrattenermi con lui gli ho risposto seccata ‘Leggo’. Senza rivolgergli lo sguardo neppure questa volta. ‘E’ disoccupata?’ ha insistito. No, gli ho detto io sempre con gli occhi dentro il libro. ‘Le spiace se faccio quello che le sto facendo?’ mi ha detto. Che cosa mi stava facendo? ho pensato. E allora per la prima volta mi sono girata verso di lui…".

Il giovane ha iniziato a masturbarsi. La donna scioccata ha iniziato ad urlare. "Mi sono alzata dalla panchina e gli ho urlato ‘vattene, vattene via’ - riferisce -. Lui si è allontanato urlandomi a sua volta ‘si deve vergognare signora’ ma non ho capito bene di cosa dovessi vergognarmi io".

Il giovane si è diretto verso la zona industriale, la donna in direzione opposta. "Ho subito preso il cellulare per avvertire i carabinieri a cui ho raccontato tutto, che un ventenne italiano con la tuta blu mi aveva molestata in pieno giorno al parco. Perché credo che bisogna far sapere che r azza di gente c’è in giro. Di solito lì è pieno di persone, c’è chi porta a spasso il cane, chi porta i bambini a passeggiare dopo pranzo. Lo ha fatto sotto il possibile occhio di chiunque, perché lì attorno c’è un complesso residenziale".

Quello che da mamma e donna le dà più fastidio è che "non mi ha neanche vista, mi ha approcciata da dietro potendomi identificare solo come un essere di sesso femminile. Avrei potuto essere una ragazzina minorenne, un’anziana, coperta com’ero da giubbotto e sciarpone. Di certo non gli ho dato modo di pensare che potesse comportarsi così. Ed è questo che mi sconvolge: che una donna non possa neppure andare al parco da sola per stare per i fatti suoi. Lo racconto perché voglio che si tenga d’occhio la situazione, perché non si verifichi più".

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