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«Sì, l'ho decapitato io», Mohamed confessa di aver ucciso il 25enne bengalese. Fermo convalidato

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 11/06/2021 Massimo Massenzio

«Sì, è vero, sono stato io». Mostafa Mohamed, il 24enne bengalese accusato di aver strangolato e decapitato a Torino il connazionale Ibrahim Mohammed, ha confessato il delitto questa mattina durante l'udienza di convalida del fermo.

«È ancora sconvolto e pentito per quello che ha fatto – ha spiegato il suo difensore, l'avvocato Cristina Di Brita - Ma per il momento non ha voluto aggiungere altro. In ogni caso, dopo l'ammissione di responsabilità, è pronto a collaborare con gli inquirenti». Restano ancora da chiarire i dettagli sul movente, che per gli investigatori della squadra Mobile sarebbe legato alla mancata restituzione di una dote consegnata a Ibrahim per un matrimonio poi saltato.

L'autopsia, eseguita oggi dal medico legale Roberto Testi, ha confermato la ricostruzione degli investigatori, guidati dal dirigente Luigi Mitola. Ibrahim era già morto quando è stato decapitato, come faceva intuire il solco da strangolamento alla base del collo. Al termine dell'udienza il giudice si è riservato la decisione, ma la convalida e la disposizione della custodia cautelare in carcere sono scontate.

Secondo la polizia Mostafa aveva richiesto più volte la restituzione del denaro (inizialmente si pensava a 1200 euro, ma lui sostiene che si trattasse di 4 mila euro) e, dopo l'ennesima discussione nell'appartamento di corso Francia 95, avrebbe perso il controllo. L'assassino, incensurato, avrebbe prima ucciso il suo ex amico con un cordino di nylon e poi avrebbe infierito sul cadavere tagliando di netto la testa con un coltello da cucina. L'autopsia, che verrà eseguita oggi dal medico legale Roberto Testi, dovrà confermare la ricostruzione degli investigatori, guidati dal dirigente Luigi Mitola. Al termine dell'udienza il giudice si è riservato la decisione, ma la convalida e la disposizione della custodia cautelare in carcere sono scontate.

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