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Trasporto locale, il 30% delle aziende non ha ancora attivato i rimborsi Covid-19

Logo Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore 18/09/2020 di Michela Finizio
© Fornito da Il Sole 24 Ore

Ben il 30% dei gestori del servizio di trasporto pubblico locale nei 110 capoluoghi di provincia non ha ancora attivato la procedura per i rimborsi Covid. Fra questi, la gran parte dei gestori nelle province calabresi, siciliane, sarde ed anche a Sondrio, Frosinone e Viterbo. Inoltre, la domanda di rimborso, nelle città ove è attivata la procedura, può essere presentata con scadenza varia (dal 31 luglio al 31 dicembre), e in un 6,4% dei casi non è previsto nessun termine per fare richiesta.

A rilevarlo è l’indagine di Cittadinanzattiva contenuta nell’osservatorio Prezzi e Tariffe 2020 sul trasporto pubblico locale, sebbene l’articolo 215 del decreto Rilancio (DL 34/2020) - convertito in legge 77 del 17 luglio 2020 - abbia previsto misure per “risarcire”, tramite estensione dell’abbonamento o voucher, i pendolari che nel periodo di lockdown non hanno utilizzato gli abbonamenti del trasporto pubblico locale.

L'indagine ha interessato le tariffe per il trasporto pubblico locale urbano applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2020 (e confrontate con quelle applicate nel 2005, primo anno di indagine), e ha preso come riferimento i seguenti titoli di viaggio: il biglietto ordinario a tempo, l’abbonamento mensile ordinario personale e l’abbonamento annuale ordinario personale. Nel 2020 l'abbonamento ordinario mensile in Italia costa in media 33 euro (+22,2% rispetto al 2005). A spendere di più sono gli umbri con 47,50 euro al mese (+30% rispetto al 2005), a spendere meno sono i molisani con 25,13 euro mensili e nessuna variazione rispetto al 2005. L’incremento più elevato negli ultimi 15 anni si registra in Calabria (+82,2%), a seguire la Sardegna con +50,7 per cento.

La spesa media per l'abbonamento annuale è invece di 297 euro (+18,8% rispetto al 2005); la tariffa più elevata si registra in Liguria (374€, +37% vs 2005), quella più bassa in Campania (201€, -3,4%). Fra i capoluoghi di provincia al vertice della top ten dei più cari troviamo Perugia con 55 euro per l'abbonamento mensile e Alessandria con 473 euro per quello annuale; i più economici sono invece Andria per l'abbonamento mensile (17,50 euro) e Vercelli per quello annuale (150 euro).

«Il quadro evidenziato dal nostro dossier è quello di un settore che deve essere rilanciato con forza, a partire dalla qualità del servizio, intesa anche e principalmente in termini di tutele e garanzie di partecipazione civica, purtroppo ancora troppo poche», dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. «Tra l’altro, l’attuale situazione sanitaria impone un ripensamento nell'organizzazione del servizio, e ciò potrebbe rappresentare una grande occasione di rilancio».

Nel confronto con gran parte dei Paesi europei, del nostro trasporto pubblico locale vien fuori una immagine in chiaro-scuro. Se in media l'abbonamento annuale in Italia costa poco meno di 300 euro rispetto agli oltre 500 euro di Madrid e ai 750 euro di Parigi, il parco mezzi del nostro Paese nel 2018 ha un'età media di 12,3 anni rispetto ai circa 7 anni della media europea.

Notevoli le differenze inoltre che si riscontrano nelle diverse regioni, con Sud e Isole penalizzate in termini di disponibilità del servizio e numero di passeggeri trasportati a fronte di tariffe non sempre inferiori alla media.

Nei principali centri urbani, inoltre, si viaggia ad una velocità media di circa 15km orari (in linea con quella del Settecento, come ricorda Confcommercio) e nelle ore di punta si scende fino a 7-8 km/h. Non a caso sono ben 5 le città italiane nella classifica delle prime 25 al mondo per ore perse nel traffico: oltre a Roma (seconda dopo Bogotà, con 254 ore perse nel 2018 da ogni romano nel traffico), ci sono Milano (7ma in classifica), Firenze (14ma), Napoli (17ma) e Torino (23ma).

L’osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell'ambito del progetto «Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino» finanziato dal Ministero dello sviluppo economico (Dm 7 febbraio 2018), è anche un’occasione per analizzare la qualità del servizio offerto. Con questo obiettivo Cittadinanzattiva ha esaminato, fra giugno e luglio, le Carte dei servizi presenti sul sito internet del gestore del servizio. È stato possibile reperirle sul web nel 93% dei 110 capoluoghi di provincia esaminati. In quasi due casi su cinque le carte sono aggiornate all'ultimo biennio 2018-20.

Quasi 1 carta su 5 non riporta alcuna informazione sulla frequenza di pulizia dei mezzi; più di 1 su 4 non indica se i mezzi sono accessibili o meno alle persone diversamente abili o con mobilità ridotta; 1 su 4 non indica nulla, o ben poco, in merito all'impatto ambientale dei mezzi determinato dal tipo di alimentazione; in più di 1 su 3 manca il riferimento a rimborsi o indennizzi in caso di disservizi.

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