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Unicoop Firenze con Il cuore si scioglie si mobilita per Beirut

Logo La Repubblica La Repubblica 11/09/2020 di ANDREA VIVALDI
© Fornito da La Repubblica

Materiale scolastico, cibo, medicine e pure un progetto di recupero architettonico. Sarà un sostegno a tutto tondo quello della "Fondazione il Cuore si scioglie" alla città di Beirut. La onlus di Unicoop Firenze donerà oltre 50 mila euro per aiutare la capitale del Libano, una città ancora devastata dopo l'esplosione dello scorso 4 agosto che ha lasciato migliaia di persone senza casa. Le condizioni tra la popolazione sono critiche: scarseggiano cibo e medicinali. La povertà dilaga. E così la Fondazione si muove portando il suo contributo a tre progetti. 25 mila euro sono destinati alla Renè Moawad Foundation, partner di Arci Toscana, che si occupa di dare un supporto psicosociale a bambini e famiglie, nonché un aiuto educativo a chi ha dovuto interrompere la scuola dopo le esplosioni. Altri 25 mila euro verranno dati ai Padri Francescani in Terra Santa attraverso la Fondazione Giovanni Paolo II, per fornire cibo e kit igienici a circa 600 famiglie e 2.400 beneficiari durante i prossimi sei mesi, fino a febbraio 2021.

 

“Fin dalle prime ore dell’emergenza i partner di Arci Toscana in Libano sono intervenuti per fornire assistenza medica, cibo e riparo alle vittime – dice Gianluca Mengozzi, presidente Arci Toscana – ma ancora oggi, a distanza di più di un mese dalla catastrofe, la capitale libanese continua a vivere un incubo: oltre il 55% della popolazione è intrappolata nella povertà e lotta per garantire i beni di prima necessità. I casi di Covid sono raddoppiati dal momento delle esplosioni, portando a un nuovo lockdown. L'aiuto della Fondazione Il Cuore si scioglie sarà soprattutto per i più giovani”.

 

Al tempo stesso la onlus sosterrà le spese di mobilità per un'iniziativa dell'Università di Firenze. Un team di specialisti e ricercatori, del gruppo DiaCon, andranno infatti a Beirut per realizzare gratuitamente un progetto di recupero del convento di San Giuseppe, rimasto gravemente danneggiato dall'esplosione. Si tratta di una struttura storica, a 800 metri dal porto, centro anche di attività sociali e per bambini. "Un intervento per l'infanzia, uno per i bisogni di prima necessità e uno per il restauro di un importante bene artistico - commenta Claudio Vanni, responsabile relazioni esterni Unicoop -. E' l'abbraccio della città di Firenze a Beirut in un momento di difficoltà".

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