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Vaccini AstraZeneca e Johnson ai giovani: atteso parere Cts

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 3 giorni fa
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Roma, 10 giugno 2021 - L'opportunità di inoculare i vaccini anti Covid virali - AstraZeneca e J&J - anche ai più giovani continua a far discutere. Il rischio di trombosi, per quanto raro (qui il caso della 18enne di Genova), spaventa i ventenni e le loro famiglie, soprattutto ora che il contagio è a livelli bassi (qui i contagi del 10 giugno), e in più impensierisce la raccomandazione dell'Aifa di somministrare i vaccini virali solo agli over 60. Così, mentre il Cts sta studiando il caso e a breve fornirà nuove indicazioni, gli esperti si dividono. C'è chi, come il direttore del San Martino Matteo Bassetti invoca uno stop ad Astrazeneca e chi, come l'immunologo Alberto Mantovani, si aspetta che vengano stabiliti tetti di età, come già accade in Gran Bretagna e, da noi, in Lombardia, dove l'Astrazeneca è inoculato solo agli over 50.

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Speranza: il Cts considererà l'età

In tutto ciò il ministro della Salute Roberto Speranza conferma che sul tema "c'è una discussione in corso nel Cts" e sottolinea che gli esperti terranno conto del fatto che  "l'Italia è passata nelle ultime settimane da un livello di circolazione del virus alto a uno medio ed ora è a uno basso". Ma sulla sicurezza dei vaccini mette il punto: "Voglio ricordare sempre che i vaccini sono la vera arma di cui disponiamo per chiudere questa stagione così difficile e che tutti quelli approvati da Ema e Aifa sono sicuri ed efficaci. La campagna di vaccinazione nel nostro Paese ha superato le 40 milioni di dosi somministrate". Speranza puntualizza però: "Il 7 aprile il ministero ha raccomandato l'uso preferenziale del vaccino AstraZeneca agli over-60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all'aumento dell'età. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts".

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Bassetti: stop per tutti

"Sul vaccino AstraZeneca e in generali sui vaccini a vettore virale serve una posizione chiara e definitiva di Aifa e del Cts. Si decida da domani se il vaccino AstraZeneca non si deve più usare e ci si attrezzi per fare solo vaccini a mRna. Non serve limitarlo ad alcune età, a questo punto andrebbe stoppato in tutte le età chiedendo scusa agli italiani per la comunicazione errata e antiscientifica su questo vaccino. Si punti quindi unicamente sui vaccini di Pfizer, Moderna e poi su CureVac. Ma deve essere una scelta politica", ribadisce su Facebook Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie infettive ospedale Policlinico San Martino. "L'opinione pubblica è inferocita sul vaccino AstraZeneca, le istituzioni non possono lasciare da soli i medici e le Regioni a difenderli", aggiunge.  

"I dati scientifici inglesi ed Ema ci dicono che il vaccino di AstraZeneca si può usare in tutte le età. Basta con il balletto delle comunicazioni e delle raccomandazioni che hanno cambiato le fasce d'età per questo vaccino, con errori enormi di comunicazione sia dell'Agenzia del farmaco che del ministero della Salute", conclude Bassetti.

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Mantovani: basta incertezze, tetto d'età

Di parere diverso  Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e professore emerito dell'Humanitas University: sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca, "la scelta che è stata fatta in Gb è" di somministrarlo "sopra i 40 anni. In Italia, in Lombardia per esempio, questo vaccino viene somministrato solo oltre 50 anni", mentre in altre Regioni sono state fatte altre scelte. "Io mi auguro che ci sia una linearizzazione e omogeneizzazione delle Regioni, perché questo inevitabilmente genera incertezza e confusione. Non so che decisione prenderà il Cts, però immagino che facciano una scelta di prudenza e quindi di mettere un tetto d'età" all'uso di questo vaccino, "pur con le incertezze" che ci sono riguardo al rapporto causa-effetto con le trombosi rare. 

Sul vaccino Covid AstraZeneca "le persone sono disorientate e hanno motivi per esserlo, per i messaggi che sono arrivati", ha osservato. Riguardo alle trombosi atipiche segnalate in alcuni casi dopo l'iniezione, "abbiamo a che fare con una complicanza estremamente rara e non è facile definire se davvero ci sia un rapporto causa-effetto" con il vaccino e inoltre "i dati si sono evoluti - ha spiegato l'immunologo - Per esempio, è appena uscita un analisi su 2,5 milioni di persone in Scozia che evidenzia problemi legati alle piastrine, ma pone dubbi sull'effettivo rapporto fra il vaccino su base adenovirus di Oxford/AstraZeneca e queste complicanze gravi di trombosi cerebrali o di trombosi".

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