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G7, Johnson minaccia la Ue: "Pronti a tutto sul Protocollo nordirlandese"

Logo La Repubblica La Repubblica 12/06/2021
Da sinistra, il Presidente del Consiglio dell'Ue Charles Michel, il primo ministro britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al G7 di Carbis Bay © Fornito da La Repubblica Da sinistra, il Presidente del Consiglio dell'Ue Charles Michel, il primo ministro britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al G7 di Carbis Bay

Sono iniziati stamattina a Carbis Bay, in Cornovaglia, i lavori della seconda giornata del vertice dei leader G7 a presidenza britannica con la presenza per l'Italia del premier Mario Draghi. Dopo l'economia si vira sulla politica estera e quella sanitaria. Ci sono anche i leader di Australia, Sudafrica, Corea del Sud e India, quest'ultimo da remoto. Tra i temi: l'impegno a prevenire una nuova pandemia, e la sfida e le minacce rappresentate da Cina e Russia, con Biden che preme gli alleati per contrastare Pechino.

Lo scontro sull'Irlanda del Nord

Le questioni post Brexit aperte fra Gran Bretagna e Unione europea, che vengono anche definite come la "guerra delle salsicce", fanno irruzione al G7 in Cornovaglia. L'atmosfera potrebbe essere rovinata dall'esito dei colloqui sulla piena attuazione del Northern Ireland Protocol prevista per fine giugno ma che Londra è pronta a rimandare unilateralmente per evitare il bando al passaggio di carni congelate attraverso il Mare d'Irlanda, di fatto frontiera fra il Regno Unito e l'Unione europea. L'Ue, a sua volta, ha anticipato la sua intenzione di rispondere a eventuali violazioni dell'accordo sottoscritto dallo stesso Johnson.


Video: G7 al via, Johnson: "Un'opportunità straordinaria per imparare la lezione della pandemia" (Euronews)

Durante un incontro bilaterale, il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato Johnson a "rispettare la parola data", condizione necessaria per un rilancio dei rapporti tra i due Paesi. E sul tema sono intervenuti anche i presidenti di Consiglio e Commissione europea, Charles Michel e Ursula Von der Leyen, in un tweet con le immagini del loro incontro col premier britannico, Boris Johnson, al G7: "L'accordo del Venerdì santo e la pace sull'isola d'Irlanda sono di primaria importanza. Abbiamo negoziato un protocollo che lo preserva, firmato e ratificato da Ue e Regno Unito. Vogliamo le migliori relazioni possibili col Regno Unito. Entrambe le parti devono attuare ciò che è stato concordato. Su questo c'è piena unità dell'Ue".

La replica britannica

Johnson, in un bilaterale anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha detto che la posizione di Londra sul Protocollo è di "mantenere sia la sovranità sia l'integrità terriotriale del Regno Unito", che servono "compromessi da tutte le parti" e che è impegnato a trovare "soluzioni pratiche".

In un'intervista a Sky News ha però alzato i toni, sostenendo che il Regno Unito non esisterà a sospendere il protocollo per l'Irlanda del Nord se sarà necessario. Ha aggiunto che farà "tutto ciò che serve", "whatever it takes" (citazione da un famoso discorso europeista di Draghi sul salvataggio della moneta unica) per assicurare che le merci viaggino liberamente tra il Regno Unito e la sua provincia nordirlandese: "Ho parlato con alcuni dei nostri amici presenti qui oggi, che sembrano non capire che il Regno Unito è un singolo Paese, un singolo territorio. Devo solo farglielo entrare in testa". 

Il ministro degli Esteri, Dominic Raab, ha anch'egli usato parole dure. I leader dell'Ue "possono essere più pragmatici sull'attuazione del protocollo dell'Irlanda del Nord, in un modo che sia vantaggioso per tutti, o possono essere ostinati e puristi al riguardo. In questo caso, temo che non permetteremo che l'integrità del Regno Unito venga minacciata", ha affermato ai microfoni di Bbc Radio4.

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