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Guantánamo, rimpatrio in Marocco per un detenuto dopo 19 anni. È il primo dell’amministrazione Biden

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 19/07/2021 Marta Serafini

Segnali, che qualcuno interpreta addirittura come preludio alla chiusura di Guantánamo. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato il trasferimento in Marocco dal campo di prigionia di Abdul Latif Nasir, marocchino per cui il Periodic Review Board nel 2016 aveva stabilito non fosse più necessaria la detenzione. Nonostante il via libera, Nasir è rimasto sull’isola di Cuba per tutta la durata della presidenza Trump che si era opposta al trasferimento, per un totale di 19 anni. «Non è stato possibile completare i passi necessari per effettuare il rimpatrio prima della fine dell’amministrazione Obama», afferma la nota.

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Il trasferimento è il primo dell’amministrazione Biden e potrebbe essere un segnale dell’intenzione del presidente di ridurre il numero di persone rinchiuse a Guantanamo, attualmente 39. I presidenti George W. Bush e Barack Obama appoggiarono il processo di trasferimento dei detenuti, mentre Donald Trump lo ha bloccato. Gli Usa hanno ringraziato Rabat per aver facilitato il trasferimento. Il dipartimento di Stato ha reso noto che il governo guidato dal presidente Joe Biden proseguirà in una politica «deliberata e completa» per ridurre la popolazione carceraria di Guantanamo.

L’ormai ex detenuto di Guantánamo, come riferisce l’ong di avvocati Reprieve, non era mai stato sottoposto a processo e a suo carico non erano mai stati formulate accuse. Nasir era membro di un gruppo nonviolento ma illegale marocchino negli anni ‘80, secondo il Pentagono; nel 1996 fu reclutato per combattere in Cecenia ma finì in Afghanistan, dove fu addestrato in un campo di al-Qaeda; fu catturato dopo scontri con le forze Usa e inviato a Guantanamo nel 2002. Un ufficiale dell’esercito nominato per rappresentarlo aveva raccontato al board che nel campo di prigionia ha studiato matematica, informatica e inglese, mentre era «profondamente pentito delle sue azioni del passato» e sperava nel reintegro nella società.

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