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Secondo Kissinger la competizione tra Usa e Cina non deve trasformarsi in una guerra tecnologica

Logo Rai News Rai News 04/05/2021 dalla redazione
Henry Kissinger (Ansa) © Fornito da Rai News Henry Kissinger (Ansa) © Fornito da Rai News

"Le strategie politiche dell'amministrazione statunitense per affrontare e prevenire l'egemonia cinese nel mondo devono puntare sulla coesistenza pacifica tra le due nazioni".  E' uno dei concetti chiave che Henry Kissinger, ex segretario di stato americano, ha illustrato in una recente intervista al giornale tedesco Die Welt.

Personaggio chiave  dello storico viaggio di Richard Nixon in Cina nel 1972,  costruito con quella che venne chiamata  "diplomazia del ping pong", Henry Kissinger e' un esperto conoscitore del gigante asiatico.  Un'autorità per quanto riguarda i rapporti con la Repubblica Popolare su cui ha scritto tra l'altro  il volume "Cina", divenuto un bestseller della saggistica internazionale.   

"E' rischioso che la rivalità tra USA e Cina e dunque  tra Cina e Occidente possa avere un'escalation e concentrarsi sulla guerra tecnologica, trasformandosi in un conflitto totale sull'AI, l'intelligenza artificiale", ha continuato Kissinger nell'intervista. " L'AI e' un fenomeno  che influenzerà non solo l'economia mondiale, ma anche la visione filosofica dell'uomo sulla natura e la sua   percezione della realtà. Per far fronte a tutto questo e' necessario che gli USA mantengano un livello altamente performante in questo  campo,  ma  sarebbe allo stesso tempo  un errore concludere che la Cina sia o stia per diventare  automaticamente superiore nell'arena  dell'AI

 

Ma  la Cina sembra intanto avanzare senza voltarsi indietro. il piano Made in China 2025 non sembra aver subito battute d'arresto significative nonostante la pandemia.

Alla fine di aprile si è concluso a Fuzhou il quarto "Digital China Summit"  un vertice per portare alla luce  gli ultimi sviluppi e le applicazioni delle tecnologie digitali tra cui blockchain, 5G, AI e big data. Giganti della tecnologia come Huawei, Alibaba e Tencent hanno presentato i loro prodotti all'avanguardia  per contribuire al miglioramento dell'e-governance e alla costruzione di una società più intelligente.

La Cina ha superato l'emergenza sanitaria  proprio grazie alla tecnologia, usata per tracciare i contagi, per costruire giganteschi ospedali in pochi giorni, per curare i pazienti rimasti a casa con gli assistenti vocali, per fare passi da gigante nell'ambito della telemedicina, dei supercomputer e della quantistica

 

Una  nuova classe di imprenditori cinesi sta dando sempre nuovi impulsi al settore dell'Intelligenza Artificiale, investimenti che agitano il sonno del presidente americano Joe Biden, il quale  ha manifestato l'intenzione di entrare in contatto con il fondatore di Megvii, la start di punta cinese nell' nell'ambito dell'AI (riconoscimento facciale e deep-learning).

Pur avendo il suo mercato principale in Cina Megvii e' interessata a espandersi anche a livello internazionale,  coltivando il sogno di diventare un'azienda leader a livello globale.  Megvii ha raccolto 700 milioni di dollari di capitalizzazione tra gli investitori degli Emirati Arabi, e  in precedenza da Alibaba.  E' inoltre un punto di riferimento essenziale per  il Ministero della Pubblica Sicurezza Cinese e ha ricevuto un nuovo riconoscimento  di prestigio internazionale dopo che l'UNHCR ha sciolto ogni dubbio circa il fatto che Megvii venisse usato nel Xinjiang, come sistema di tracciamento  della minoranza musulmana turca uigura che abita la regione.

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