Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

#FreeCyntoiaBrown, attrici e cantanti Usa in campo difendere la giovane killer che ha ucciso il suo «cliente»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 23/11/2017 Valentina Santarpia

Partorita a sedici anni da una donna, figlia di uno stupro, che abusava di alcol, spacciava cocaina e ha passato più tempo in carcere che a casa, Cyntoia Brown non ha avuto una vita facile. E quella paura e la rabbia che l’hanno spinta a premere il grilletto quella notte non sono altro che il frutto di anni di soprusi e violenze. Sono queste le motivazioni che spingono la campagna #FreeCyntoiaBrown, lanciata da attrici e cantanti americane per difendere la giovanissima killer: aveva solo 16 anni quando ha commesso l’omicidio per il quale è stata condannata all’ergastolo.

L’omicidio

Quella sera, racconta la Bbc, Cyntoia era in giro con il suo fidanzato, uno spacciatore violento soprannominato Kutthroat, che le chiese di procurargli un po’ di soldi. Cyntoia, per accontentarlo, accettò di fare sesso con Johnny Allen, un agente immobiliare di Nashville che la portò a casa sua, le mostrò la sua collezione di armi, dicendole che era un ex tiratore scelto dell’esercito. Cenarono, guardarono la tv, poi si misero a letto e lui la violentò. Poi Allen si voltò e allungò la mano verso il lato del letto: Cyntoia ha raccontato di essere stata presa dal panico, pensando che lui stesse cercando una pistola. Convinta di essere sul punto di morire, gli sparò alla testa con una pistola calibro 40 che lo stesso Kutthroat le aveva dato per difendersi.

Il processo

© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Cyntoia fu arrestata - era il 2004 -e processata: i pubblici ministeri hanno sostenuto che uccise Allen per derubarlo perché fuggì con le sue pistole e il portafogli. La giuria la giudicò colpevole di omicidio premeditato di primo grado e rapina aggravata e la condannò: sarà ammessa alla libertà condizionale all’età di 67 anni. Ma la condanna ha sollevato un’0ndata di proteste sui social network. Quando un’infanzia è stata rovinata dagli abusi, che tipo di valutazione deve essere fatta se poi quella persona commette un reato grave? «Il sistema ha fallito- ha twittato Kim Kardashian West-È straziante vedere che una ragazzina vittima di traffico sessuale quando poi ha il coraggio di ribellarsi deve finire in carcere tutta la vita! Ho chiamato i miei avvocati per capire se si può riparare a quest’ingiustizia». Anche la cantante Rihanna e Cara Delevigne hanno aderito alla campagna in difesa della ragazza. «Il sistema giudiziario è arretrato!- ha scritto Delevigne- Questa cosa è completamente folle». A dare lo spunto alla protesta c’è anche un documentario del regista Daniel Birman, che ha trascorso sette anni a filmare il caso della Brown, dal suo arresto fino al processo e alla condanna per omicidio, per porre l’attenzione su come gli Stati Uniti gestiscono i giovani delinquenti.

La difesa

Jeff Burks, l’assistente procuratore distrettuale che ha messo in prigione Brown, ha però notato che essere giovani e carini non è un motivo per essere scagionati: «Non è solo una donna che ha commesso un errore- dice- Era una persona molto pericolosa, le scelte erano le sue: non dimentichiamoci il suo crimine». Durante la prigionia, Cynotia è diventata guida di altre donne e nel 2016 ha ottenuto un diploma grazie al programma di studi in carcere dell’università di Lipscomb. Il caso ha già cambiato la legge in Tennesse, che ora riconosce che non esistono prostitute minorenni: se Cyntoia fosse processata oggi, sarebbe considerata vittima del traffico sessuale. Invece è in prigione, considerata una prostituta che ha ucciso il suo cliente. La richiesta di grazia per le ha già raggiunto 186 mila firme.

ALTRO SU MSN:

"In carcere da innocente" (Mediaset)

Sponsorizzato:

BLACK FRIDAY: Bundle XBOX ONE S 500 GB a soli 184€. Pochi pezzi disponibili, acquista subito!

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro dal Corriere della Sera

image beaconimage beaconimage beacon