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Cronache dal Covid: Paula, cuoca (a distanza) per 150 bambini

Logo Avvenire Avvenire 08/07/2020 A.Ma.
© Fornito da Avvenire

Ai fornelli per i preparare 300 pranzi e cene per i reclusi del Covid, anzi per i più poveri tra loro. La "nuova normalità" di Paula Vàsquez è la mensa di Crecemos vuota e silenziosa. I bambini che ogni giorno vociavano nello stanzone non ci sono, tenuti a casa dalle norme di sicurezza che in Messico hanno chiuso le scuole da metà marzo. Il centro educativo, dove ogni giorno in tempi normali confluiscono 150 bambini e ragazzini del quartiere Monte Albàn, uno dei più poveri della città di Oaxaca, però non ha chiuso: non si possono abbandonare a sé stesse le famiglie.

Così Paula Vàsquea si sveglia alle 5.30 del mattino, saluta i due figli di 16 e 10 anni, poi va al lavoro. Mezz'ora di cammino per arrivare a Crecemos, indossa visiera, mascherina e guanti e si mette al lavoro. Nelle otto ore di servizio prepara, insieme a un altro cuoco, 300 pasti da consegnare poi a domicilio alle famiglie dei bambini che frequentavano il centro prima del lockdown.

Crecemos è uno dei partner della ong italiana Avsi del progetto di sostegno a distanza in Messico. Povertà e disoccupazione sono dilagati nel quartiere. "Continuo a venire a lavorare al centro perché è l'unico modo in cui possiamo aiutare queste famiglie", spiega Paula. "Non sappiamo cosa accadrà, ma abbiamo la certezza che con il nostro lavoro stiamo aiutando i genitori a prendersi cura dei propri figli e a mangiare cibo sano".

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