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Ddl Zan, Barbara Masini di FI difende la legge e si commuove: «Mia madre mi disse: ho paura per te»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 15/07/2021 Redazione Politica

Si è commossa parlando in Aula, a difesa del ddl Zan, la senatrice di Forza Italia Barbara Masini, che all'inizio di luglio ha fatto coming out. Ha parlato della sua esperienza personale, postando poi il video del suo intervento in Senato su Twitter e avvisando i suoi follower: «Ora mi commuovo ancora di più». «Quando capì di me mia madre mi disse: "Ho paura per te" — ha detto in Aula —. Tutti i genitori hanno paura per i propri figli. Per il loro futuro, per la loro salute, per un incidente, per una casualità amara del destino. Ma non tutti sono costretti ad avere paura per una società immatura, che ritiene che tuo figlio o tua figlia possano o debbano essere un soggetto più vulnerabile per quello che è».


Video: Ddl Zan, Vendola: “È il momento della verità e della chiarezza” (Agenzia Vista)

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Masini, che sul testo contro l'omortansfobial ha votato con la maggioranza (Forza Italia, contraria al ddl, ha lasciato libertà di coscienza ai suoi parlamentari), poi si è rivolta a quanti osteggiano il disegno di legge: «A voi tutti auguro di poter guardare negli occhi i vostri cari. Quelli di oggi e quelli di domani, e anche quelli che un domani saranno diversi dai vostri desideri. E poter dire loro, io nel mio piccolo ti ho protetto dalla paura», ha detto ringraziando poi il suo partito, Forza Italia, «per il rispetto che mi ha sempre dimostrato».

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Pochi minuti prima il suo intervento si era concentrato sulla speranza che il ddl Zan venga approvato: «Sarebbe grande la sconfitta di veder morire un disegno di legge che in 25 anni , tutte le volte che è stato tentato un iter legislativo, non l'ha terminato, affossato in uno dei due rami del Parlamento. Venticinque anni in cui una comunità di persone è costretta a sentirsi figlia di uno Stato minore, venticinque anni in cui l'Italia indietreggia rispetto a posizioni di civiltà presenti negli altri Paesi a noi fratelli per cultura e livello democratico, dove leggi come questa sono state votate da governi di tutti i colori politici».

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