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Il pasticcio dei bus israeliani mai su strada, il Campidoglio ci riprova con quelli turchi

Logo La Repubblica La Repubblica 25/05/2019 di LORENZO D'ALBERGO
© Fornito da La Repubblica

Scocca rossa, marchio del Campidoglio ben in vista sul muso, interni ancora immacolati. I primi bus dei 227 acquistati dal Comune a trazione grillina attraverso Consip, la centrale acquisti nazionale, sono arrivati a Roma. Parcheggiati nella rimessa di Tor Pagnotta, sono in fase di collaudo. Pronti a calcare l'asfalto capitolino, magari evitando buche e voragini, già da giugno.

Nella grande caccia al torpedone, nuovo o usato che sia, questa volta Atac e palazzo Senatorio hanno finito per rivolgersi in Turchia. A costruire i mezzi è stata infatti la Karsan, azienda di Akçalar, cittadina della provincia di Bursa. Un'impresa subentrata all'ultimo minuto a Industria italiana autobus, convenzionata con Consip ma in crisi. Tornando nella capitale, per ratificare l'acquisto degli autobus turchi ora mancano soltanto due passi. Prima il voto di una delibera in giunta. Poi il passaggio dello stesso atto in consiglio comunale. " Formalità - assicurano in Campidoglio - che dovrebbero essere completate già entro la fine della prossima settimana".

Così sperano anche in Atac, dove l'arrivo di 227 nuovi veicoli è visto come una delle ultime possibilità per ricominciare a recuperare terreno. Per iniziare a riprendersi quei chilometri che il tribunale fallimentare pretende per dare il via libera al piano di salvataggio dell'azienda e che invece sono stati persi negli ultimi due anni: nel 2016 i bus dell'azienda di via Prenestina avevano percorso 89,3 milioni di chilometri, mentre nel 2017 e nel 2018 non hanno toccato neanche quota 85 milioni. Così la municipalizzata - e i passeggeri - hanno di fatto rinunciato a una corsa su sei.

Per tentare di invertire il trend nel minor tempo possibile, la municipalizzata guidata dal presidente Paolo Simioni aveva tentato anche la carta dei bus in affitto. Un jolly che, però, pare vacillare sempre di più. I 70 mezzi presi a noleggio in Israele non hanno passato il vaglio della motorizzazione civile: gli uffici del Mit si sono impuntati sul patentino euro 5 dei veicoli arrivati da Tel Aviv. Un pasticcio a cui il fornitore, Basco, ha cercato di porre rimedio bussando in Germania: lì, un autobus alla volta, sono partite le immatricolazioni.

Lo sforzo ora potrebbe essere vanificato dall'arrivo dei cugini turchi. Con 227 nuove vetture a disposizione, Atac potrebbe decidere di sciogliere l'accordo per i mezzi israeliani. L'azienda in quel caso si sentirebbe sicura: a fronte di un'operazione da 4,3 milioni di euro ha versato un acconto pari al 16%. La somma è protetta da un'assicurazione e la rescissione verrebbe giustificata con i ritardi accumulati dal fornitore: quei 70 mezzi dovevano essere in strada già per la fine di aprile, affidati ai 250 conducenti appena assunti. Per ora, però, l'affare dei bus in affitto si è rivelato un flop. La nuova flotta, sperando che non saltino fuori altri imprevisti, batte bandiera turca.

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