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Roma, Le Vele come Parc de la Villette: rinasce il sogno di Calatrava

Logo La Repubblica La Repubblica 19/07/2020 di LORENZO D'ALBERGO
© Fornito da La Repubblica

Un reticolo bianco abbandonato nella campagna di Tor Vergata. Ferro, tanto quanto ne è servito per realizzare la Tour Eiffel, poggiato su una base di cemento armato fin qui buono più che altro per ospitare gli incontri criminali degli spietati protagonisti di Suburra. Dopo 11 anni di abbandono, raccontati da Repubblica nel longform sulle rovine di Roma moderna, qualcosa però torna a muoversi. Sul relitto delle vele di Calatrava, simbolo horribilis dei Mondiali di nuoto del 2009, punta sempre di più il secondo ateneo della capitale. L'obiettivo è completare i lavori in origine avviati dalla Vianini del Gruppo Caltagirone per realizzare la Città della Conoscenza, un'opera che vale quanto il futuro stadio della Roma: 1 miliardo di euro.

Come spiega Antonella Canini, professoressa di Botanica, l'università è pronta a premere sull'acceleratore per trasformare uno dei monumenti allo spreco più noti in Italia in un'occasione di rilancio: " Il governo ha confermato il protocollo d'intesa e siamo in continuo contatto con quattro diversi ministeri, dal Miur al Mef. Il momento è quello giusto, perché il nostro progetto risponde a ciò che chiede l'Unione europea e ci sono investitori, stranieri e non, già pronti a investire. Bisogna solo procedere con la ridestinazione delle aree, senza iter autorizzatori complessi " . Poi via ai cantieri per completare la prima delle due vele progettate dall'archistar Santiago Calatrava e tirare su la seconda.

Cosa ospiteranno? Il progetto si muove nel solco tracciato dal Parc de la Villette di Parigi e dai Gardens by the bay di Singapore e prevede due poli distinti. Da una parte un'enorme serra con un centro di ricerca, dimostrazione e divulgazione in grado di strizzare l'occhio ai concetti chiave del nuovo decennio: sostenibilità, cambiamente climatico e green economy. Spazio anche a un incubatore di start-up gestito da Tor Vergata.

La seconda vela, invece, ospiterà un polo multimediale per concerti e spettacoli dal vivo da 15 mila posti e un centro di ricerca sulle tecnologie digitali. Si guarda al futuro: " Punteremo anche sugli e- sports - spiega la professoressa Catini - i videogiochi già riconosciuti dal Cio ( e presto anche dal Coni, ndr) come disciplina sportiva " . Nelle idee dell'università, il complesso dovrebbe dare lavoro a 2.830 lavoratori, destinati a diventare 14 mila calcolando tutto l'indotto che si muoverà attorno alla Città della Conoscenza.

Un'isola che per ora pare destinata a sorgere nel deserto, circondata da una borgata mal collegata al centro. Il masterplan buttato giù dall'università punta a risolvere anche questo problema: per far convergere il grande pubblico a Tor Vergata, nel progetto c'è una sky rail in grado di collegare le linee A e C della metropolitana da Anagnina a Torre Angela, passando per Tor Vergata. Cadenza fissata a tre minuti, massimo 10mila passeggeri ogni 60 minuti, per una velocità minima di 25 chilometri orari. Una metro leggera a tutti gli effetti, con stazioni tematiche allestite a mo' di musei interattivi. "Siamo fiduciosi - conclude Canini - più ora, dopo l'emergenza coronavirus, che mai. I tempi? Bastano 2 anni".

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