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Roma, l'ultima bugia di Raggi: i bus non sono "full hybrid", ma "mild hybrid" (risparmiano solo l'8,5%). Mentre Milano usa già l'elettrico

Logo La Repubblica La Repubblica 08/06/2021 di Carlo Andrea Tortorelli*
© Fornito da La Repubblica

Mezzi ibridi e mezzi no. Sono entrati in servizio venerdì scorso i 30 nuovi autobus Mercedes Citaro di Atac, parte della fornitura di 100 veicoli che sarà in servizio per le strade della Capitale entro fine autunno.

Ma sebbene sulla carrozzeria risplenda l'argentea scritta "hybrid", i mezzi acquistati sono in realtà equipaggiati con tecnologia mild-hybrid, anche detta ibrido "leggero", cioè che non dispone di un grande motore elettrico di trazione, né tantomeno dei pacchi batterie necessari per viaggiare in modalità completamente elettrica: ciò si traduce in un risparmio massimo dell'8,5% di carburante, contro il 15-20% che si ottiene con vetture completamente ibride.

Un acquisto che sembra un'occasione persa. Anche perché intanto, per fare un paragone, l'azienda dei trasporti milanesi ATM già dal 2020 ha cominciato ad acquistare esclusivamente autobus elettrici. E dal 2030 il trasporto meneghino sarà completamente elettrico.

Una partenza affrettata

La messa in strada dei nuovi ibridi è avvenuta non senza alcuni dei problemi a cui gli utenti del trasporto pubblico locale sono abituati: ad una settimana dall'inizio del servizio solo 10 autobus su 30 sono monitorati dall'automatic vehicle monitoring, ossia il localizzatore GPS che fornisce i tempi di attesa alle fermate, e molti mezzi circolano col display non funzionante, sostituito dal salvifico foglio di carta con l'indicazione della linea.

Non si tratta di difetti dei veicoli, che sarebbero equipaggiati a regola d'arte, ma di sbavature dovute alla mancanza di tempo di Atac per programmare i dispositivi ausiliari, nella fretta imposta dalla campagna elettorale. Ed è così che per linee fondamentali del Centro Storico, come il 64, il 490 ed il 492, da giorni gli utenti non possono conoscere con certezza i tempi di attesa alle fermate.

E se per tabelle e annunci sonori si potrà rimediare nelle prossime settimane, sicuramente non si potrà fare molto per la cabina degli autisti. Rispetto alle precedenti forniture, l'accesso al posto di guida non dispone più dell'entrata dedicata, che si è rivelata più volte necessaria per sottrarre il personale dal pericolo delle sempre frequenti aggressioni.

Lo "sgambetto" della Giunta: 240 bus sono diventati 100

Approfondendo gli atti della gara bandita da Atac, la numero 44 del 2019, si apprende che la fornitura doveva essere molto più generosa: ben 240 autobus ibridi, divenuti infine appena 100, che sono stati più che dimezzati a causa di uno "sgambetto" della Giunta Capitolina.

Rispetto al Piano di Concordato, che prevedeva il trasferimento di tutte le nuove forniture di autobus a titolo gratuito da Roma Capitale ad Atac, la Giunta Capitolina ha deciso di chiedere all'azienda una cessione a titolo oneroso: da qui e per i prossimi 12 anni l'Atac dovrà versare ben 7,3 milioni di euro nelle casse del Comune per sfruttare tutta la nuova flotta messa a disposizione dalla Giunta Raggi.

Più di 80 milioni che l'azienda del trasporto pubblico ha dovuto trovare in fretta e furia nelle pieghe del bilancio, tagliando tra le varie voci la fornitura in autofinanziamento degli autobus ibridi. Così da 240 vetture gli utenti ne vedranno solo 100, con buona pace della tutela dell'ambiente.

Mezzi ibridi e mezzi no

Sebbene sulla carrozzeria risplenda l'argentea scritta "hybrid", i mezzi acquistati sono equipaggiati con tecnologia mild-hybrid, anche detta ibrido "leggero". A differenza del full hybrid, una vettura mild non dispone di un grande motore elettrico di trazione, né tantomeno dei pacchi batterie necessari per viaggiare in modalità completamente elettrica.

In particolare il motore elettrico dei nuovi autobus è in grado di recuperare energia solo in frenata o durante la marcia per inerzia e non può essere alimentato direttamente dal motore termico. Le ridotte dimensioni della parte ecologica possono fornire al più un po' di spunto quando la vettura riparte dopo la fermata: ciò si traduce in un risparmio massimo dell'8,5% di carburante, contro il 15-20% che si ottiene con vetture completamente ibride. Una scelta, quella del mild-hybrid, che avrà dunque ricadute anche in termini di carburante consumato.

E intanto Milano compra solo bus elettrici

Viste queste premesse, l'arrivo dei 100 nuovi autobus ibridi assume note agrodolci: la sensazione è quella di aver perso una grande occasione per fare un balzo in avanti, o almeno recuperare parte del gap che i trasporti della Capitale hanno nei confronti di Milano. Basti pensare che l'azienda dei trasporti milanesi ATM già dal 2020 ha cominciato ad acquistare esclusivamente autobus elettrici, anticipando di 5 anni gli impegni presi con l'Accordo di Parigi. Dal 2030 il trasporto meneghino sarà completamente elettrico, a Roma, tra tram sospesi e autobus ibridi a metà, chissà.

*Ingegnere dei trasporti e fondatore del sito odisseaquotidiana.com

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