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"Intelligenza artificiale e tutela della privacy Così ho vinto il premio come ricercatore"

Logo Il Resto del Carlino Il Resto del Carlino 14/07/2021
© Fornito da Il Resto del Carlino

di Alberto Greco

Un altro giovane ricercatore dell’università di Modena e Reggio Emilia si è distinto in ambito nazionale per le sue ricerche. E’ l’ingegner Matteo Fabbri, un assegnista di ricerca del dipartimento di ingegneria ’Enzo Ferrari’, che si è aggiudicato la prima edizione del premio di ricerca ’John McCarthy’ come migliore ricercatore italiano in Artificial Intelligence Under 35.

Il Premio, organizzato da ’L’Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice’, la più grande community italiana di intelligenza artificiale che aveva in giuria alcuni dei massimi esperti della materia, è rivolto a ricercatori italiani al di sotto di 35 anni che operano presso università eo enti di ricerca italiani o internazionali. L’obiettivo del premio è valorizzare la conoscenza scientifica e favorire la visibilità di scienziati e ricercatori che contribuiscono allo sviluppo e all’innovazione nel nostro paese. La sfida non è puramente tecnologica e riguarda il cambiamento del lavoro ed il fattore umano necessario per guidare e comunicare la trasformazione digitale.

"Per me è un grande onore essere stato scelto come miglior ricercatore di AI under 35 – commenta Fabbri -. Il premio però non è soltanto mio. Dietro ai traguardi scientifici ottenuti nei miei anni di ricerca ci sono molte persone che hanno lavorato assieme a me, alcune delle quali mi hanno guidato verso la direzione giusta mentre altre mi hanno supportato ed assistito. Voglio dedicare questo premio a quei colleghi e amici che hanno lavorato assieme a me".

Originario di Finale Emilia, Matteo Fabbri ha 31 anni e durante gli anni del dottorato fatto con la professoressa Rita Cucchiara, intrapreso dopo la laurea magistrale in ingegneria informatica, ha portato a termine una esperienza di ricerca nella Silicon Valley (California) presso l’azienda multinazionale Panasonic. I suoi interessi riguardano l’apprendimento del comportamento umano tramite videocamere, sul quale ha pubblicato numerosi e apprezzati articoli scientifici.


Video: La scienza rivoluziona l'intelligenza artificiale (Ansa)

Da quanto tempo si occupa di intelligenza artificiale?

"Da ormai da cinque anni. Ho iniziato durante la mia tesi di laurea nel 2016. In quel periodo l’AI aveva da poco iniziato ad accelerare nell’ambito della ricerca scientifica".

Che cosa la appassiona di questo mondo cui taluni guardano con sospetto per problemi di privacy?

"Il mondo dell’intelligenza artificiale è fatto di continue scoperte e per questo entusiasmante e stimolante. Sono molto sensibile al tema della privacy in quanto gli esseri umani sono stati da sempre al centro della mia ricerca scientifica. Infatti, uno degli obiettivi della mia startup GoatAI è proprio quello di sviluppare algoritmi di AI che tutelino la privacy delle persone. Abbiamo inoltre fatto domanda verso numerosi bandi europei con lo scopo di ottenere finanziamenti per lo sviluppo di queste soluzioni. Per noi, la privacy delle persone è un aspetto tanto fondamentale quanto strategico". Oggi l’intelligenza artificiale è impiegata in molti campi. Nel laboratorio AImageLab di cosa vi state occupando oggi?

"Il laboratorio AImageLab ha all’attivo numerosi progetti industriali e di ricerca. I più importanti sono legati agli ambiti automotive, videosorveglianza, elaborazione del linguaggio naturale, diagnostica medica, fashion&design, beni culturali e informatica umanistica".

Con l’intelligenza artificiale sono state infrante molte frontiere scientifiche, quali altri barriere restano da abbattere per voi ricercatori?

"Siamo solo all’inizio della rivoluzione guidata dall’intelligenza artificiale e ci sono ancora molte conquiste da ottenere in questo campo. Quella sicuramente più sfidante, e che al contempo spaventa di più, è riuscire a sviluppare quella che noi chiamiamo "intelligenza artificiale forte", ovvero una intelligenza in grado di replicare completamente l’intelligenza umana".

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