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Appello dei giuristi per Eddi Marcucci, sorvegliata speciale per aver combattuto contro l'Isis

Logo La Repubblica La Repubblica 28/11/2020 di Ottavia Giustetti
Eddi Marcucci al fronte nel nord della Siria © Fornito da La Repubblica Eddi Marcucci al fronte nel nord della Siria

“Voglia l’Autorità Giudiziaria torinese adoperarsi per l’immediata restituzione a Maria Edgarda Marcucci della propria agibilità politica, fisica ed informatica, affinché essa possa continuare nella propria battaglia politica e culturale a favore del Rojava. Si voglia altresì aprire immediatamente una rinnovata discussione politica e giuridica sull’incompatibilità della sorveglianza speciale rispetto ai parametri della nostra Costituzione e della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo”.

L’appello contro le misure di sorveglianza speciale inflitte dal Tribunale di Torino a “Eddi” Marcucci, arriva direttamente da undici giuristi italiani, tra i quali spiccano le firme di alcuni dei più noti docenti di diritto della stessa città in cui Marcucci sta scontando i due anni di sorveglianza speciale. Da Ugo Mattei ad Alessandra Quarta, fino ai costituzionalisti Anna Poggi e Enrico Grosso, al docente ordinario di diritto penale Davide Petrini.

La raccolta di sottoscrizioni segue il precedente appello, del 2019, cui aderirono oltre trecento intellettuali, artisti e personalità delle istituzioni. Ed è sì una richiesta di revocare una decisione che limita la libertà personale di Eddi grazie a una normativa sulla sorveglianza speciale “risalente al regime fascista e incompatibile con lo spirito della Costituzione”, ma interviene anche contro un provvedimento che mette il silenziatore “al dibattito politico su questioni di fondamentale interesse internazionale in pregiudizio dell’agibilità democratica”.

Torinese, 29 anni, Marcucci è sorvegliata speciale fino al 2022, ritenuta socialmente pericolosa perché, dopo essere tornata dal fronte nel Nord della Siria, dove combatteva con le milizie curde contro le bande jihadiste, ha preso parte ad alcune proteste degli antagonisti torinesi. “Da marzo 2020 la giovane attivista politica deve rincasare dalle 21 alle 7 del mattino, non può avvicinarsi a locali pubblici dopo le 18, deve notificare ai commissariati qualsiasi spostamento fuori dal comune di Torino, non può partecipare a riunioni pubbliche - quindi ha dovuto interrompere le decine di conferenze che teneva in tutta Italia per raccontare la situazione femminile, curda e siriana - e deve portare su di sé un libretto rosso  su cui gli agenti di polizia possano scrivere le loro annotazioni”.

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