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Abolire la pubblicità dei fast food: un’arma contro l’obesità

Logo Cover MediaCover Media 03/05/2021
© Larissa Veronesi/Westend61/Cover Images

Se le pubblicità riservate al junk food venissero vietate, ogni anno i bambini consumerebbero 62 milioni di doughnut in meno. Questa quantità di ciambelle fritte sarebbe tanta da riempire 88 bidoni dell’immondezza, per restare in tema.

Gli esperti della Obesity Health Alliance (OHA), una coalizione composta da più di 40 enti contro l’obesità, hanno condotto un'analisi per dimostrare l’impatto positivo di questo potenziale veto, che le autorità e il governo britannico stanno attualmente considerando.

Secondo i ricercatori, i bambini tra i 4 e i 15 anni nel Regno Unito consumerebbero oltre 12.5 miliardi di calorie in meno ogni anno: è l’equivalente di 62 milioni di doughnut, 150 milioni di biscotti al cioccolato e 41 milioni di hamburger con formaggio.


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«Che stiano usando i social, seguendo il loro influencer preferito, o semplicemente facendo ricerche per i compiti, i bambini non possono sfuggire a questi annunci creativi ed infiniti sul junk food», ha dichiarato Caroline Cerny, a capo della OHA, in uno statement per il Telegraph.

«Se il governo vuole seriamente fare qualcosa per combattere l’obesità, deve fare in modo che il cibo malsano esca di scena, ed introdurre più annunci che pubblicizzino un’alimentazione sana».

La proposta degli esperti coinvolge l’apporto di grassi, zuccheri e sale, sia di cibi che di bevande, destinate al consumo dei più piccoli.

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