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Cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte sulla questione vaccino Covid in gravidanza

Logo Elle Elle 25/09/2021 Di Lorena Sironi
Nonostante la campagna vaccinale stia proseguendo a ritmi serrati molte non si vaccinano per paura. Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza © camylla battani - unsplash Nonostante la campagna vaccinale stia proseguendo a ritmi serrati molte non si vaccinano per paura. Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza

“Lui è Andrea e, quando nascerà avrà già gli anticorpi per il Covid-19. Li avrà perché al sesto mese di gravidanza ho scelto di vaccinarmi. Due dosi, nessun sintomo dopo la prima, mezza giornata di spossatezza dopo la seconda. Siamo all’ottavo mese e stiamo benissimo”. Così ha scritto la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sul suo profilo Instagram pubblicando l’ecografia del figlio che nascerà. Le sue parole, che da qualche giorno stanno rimbalzando su tutti i quotidiani, arrivano dopo il caso di una donna non vaccinata, che dopo aver partorito prematuramente, è deceduta. Quello di Appendino è un chiaro appello pro-vax. “Per chi si vaccina in dolce attesa non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione, mentre, se si contrae il Covid, il rischio di partorire prematuramente è decisamente più alto”, prosegue.

Ministero della Salute, Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), Sigo (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia), Sip (Società Italiana di Pediatria), Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) esortano a vaccinare sia le donne in gravidanza che i bambini. Ma il tema resta delicato e può dare adito a dichiarazioni avventate, informazioni non esaustive, fake news, che possono confondere e intimorire le future mamme. C’è chi si interroga se le gestanti possano essere definite pazienti fragili, se il decorso dell'infezione sia per loro più pericoloso, se durante i nove mesi esista un momento ideale per vaccinarsi, se il vaccino influisca sulla fertilità.

Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza su tutte queste tematiche (e altri punti) assieme alla dottoressa Antonella Agnello, medico specialista in Ginecologia e Ostetricia, responsabile Ginecologia Synlab Padova, direttore sanitario del poliambulatorio Synlab Euganea Medica e consigliere nazionale Ageo, Associazione Ginecologi Extra ospedalieri.

Una donna in gravidanza può essere considerata un “soggetto fragile”?

Sì, anche una donna perfettamente sana, in gravidanza, diventa più vulnerabile, perché se dovesse contrarre l’infezione potrebbe mettere a rischio il benessere del nascituro. Durante i nove mesi, infatti, nell’organismo si verificano varie modificazioni a livello del sistema immunitario, vascolare e cardiaco, che possono rendere la futura mamma più suscettibile, in caso di contagio da Covid-19. Con il rischio di complicanze maggiori rispetto a una donna che non è incinta. Se poi durante la gravidanza sviluppa anche patologie quali ipertensione, diabete o altri fattori di rischio, può diventare un soggetto ancora più fragile.

Le donne in gravidanza corrono il rischio di contrarre il Covid più di altri?

No, non corrono rischi superiori di contrarre l’infezione rispetto alle altre donne. Durante la gravidanza in effetti si verifica una fisiologica immunosoppressione, un cambiamento a livello del sistema immunitario legato alla necessità di mantenere vivo il neonato, che per metà ha corredo materno, ma questo non rende le donne più suscettibili all’infezione. La maggior parte degli studi dimostra che le donne in gestazione non sviluppano sintomi severi e danno alla luce a bambini sani. L’infezione non sembra intaccare né il parto né i neonati.


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Quali sono i rischi delle gestanti non vaccinate?Dipende dalla severità dell’infezione da Covid-19 che contraggono. Se sintomatica e più intensa, necessitano di cure immediate e possono avere delle conseguenze sia sulla gravidanza, come eventuali parti prematuri, eclampsia (una patologia complessa che può mettere a rischio la vita della futura mamma) e mettere a rischio la salute del proprio bambino. I rischi sono più gravi e la situazione può diventare più critica se le donne non sono vaccinate e se si ammalano in maniera più importante. C’è anche il rischio di finire in rianimazione e di venire intubate. Per questo consigliamo a tutte di vaccinarsi, soprattutto alla luce del fatto che la pandemia non è ancora finita. Chi sceglie di non vaccinarsi deve ovviamente mettere in atto tutte le misure preventive in modo ancora più accurato per prevenire l’infezione. E si spera che sia circondata da persone vaccinate.

Perché è importante vaccinarsi anche in gravidanza?È stato scientificamente dimostrato che le donne in gravidanza sono più vulnerabili nel caso in cui dovessero contrarre il virus durante la gestazione. E se dovessero sviluppare una infezione sintomatica da Covid-19, le non vaccinate avrebbero più problemi rispetto alle altre donne vaccinate, che risultano più protette dal rischio di ricoveri e terapie intensive. In tutti i soggetti, in caso di infezione, il vaccino aiuta non solo a prevenire l’infezione da Covid-19, ma anche ad attenuare la gravità dei sintomi.

Tra i tipi di vaccini disponibili qual è quello consigliato alle donne incinte?Vengono raccomandati i vaccini a m-Rna, come Pfizer e Moderna perché non contengono virus vivi, attenuati o frammenti del rivestimento virale. Inoltre, non mettono a rischio la gravidanza e sono efficaci: producono anticorpi protettivi sia per la donna sia per il feto.

In quale fase della gravidanza è meglio vaccinarsi?I dati scientifici indicano che il vaccino si può fare fin da primo trimestre di gravidanza. Ma in Italia non esiste ancora una linea nazionale precisa con un protocollo a cui attenersi. Alcuni ginecologi consigliano ancora alle donne di rimandare il vaccino a dopo il parto o addirittura di attendere dopo la fine dell’allattamento. Ma un decreto ministeriale dello scorso luglio chiarisce che sia durante l’intera durata della gravidanza sia durante l’allattamento non ci sono controindicazioni per il vaccino anti-Covid. Unica avvertenza importante: il vaccino anti-Covid va somministrato a distanza di 15 giorni dalla vaccinazione Trivalente che serve a proteggere anche il neonato da pertosse, tetano e difterite e che in genere viene effettuata tra la 27esima e la 35esima settimana di gravidanza.

Gli anticorpi sviluppati con il vaccino vengono trasferiti dalla mamma al feto?Grazie al vaccino effettuato alla futura mamma, gli anticorpi contro il Covid vengono trasferiti anche al neonato: lo proteggeranno nella delicatissima fase dei primi mesi di vita. Purtroppo, non sappiamo ancora con certezza per quanti mesi questa protezione acquisita rimarrà efficace. Anche il latte della mamma trasmette gli anticorpi al neonato, però il vaccino è meglio farlo il prima possibile, senza aspettare la fase di allattamento.

Covid e vaccino posso avere effetti sulla fertilità?Non sono ancora stati pubblicati dati scientifici su questo argomento, il Covid è una malattia di cui sappiamo ancora poco: servono dati con numeri più significativi e non sembrano esserci ripercussioni sul potenziale riproduttivo maschile e femminile. Per quanto riguarda il vaccino, invece, non è affatto vero che influisce sulla fertilità. Queste sono false notizie che disorientano le donne, ma che non hanno fondamento scientifico.

Quanto tempo è necessario attendere per intraprendere una gravidanza dopo una vaccinazione anti Covid?

Non c’è alcun bisogno di attendere, anzi: anche se una donna sta cercando di rimanere incinta, può vaccinarsi contro il Covid. Il vaccino è consigliabile farlo il prima possibile, in qualunque momento della vita fertile. Su questo aspetto bisogna rassicurare le donne. Solo quando ci si sottopone al vaccino per la rosolia è necessario attendere almeno tre mesi prima di intraprendere una gravidanza, tant’è che nelle donne incinte questo tipo di vaccino non viene mai somministrato.

E se dopo la somministrazione del vaccino dovessero verificarsi effetti collaterali, come indolenzimento o febbre? Come si interviene in gravidanza?Reazioni gravi ai vaccini m-Rna come Pfizer e Moderna nelle donne in gravidanza non sono documentate. In caso di lievi malesseri si agisce come in una paziente non gravida: riposo, paracetamolo, vitamine e solitamente tutto regredisce.

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