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Influenza in arrivo, virus insidiosi: «Fondamentale vaccinarsi»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 18/10/2019 Laura Cuppini

Vaccinarsi è fondamentale

L’influenza è la prima causa di morte per infezione e comporta diversi rischi di complicanze, soprattutto per gli over 65. «Fondamentale vaccinarsi, a partire dal 15 ottobre», hanno ricordato gli esperti riuniti a Roma per la presentazione della campagna #UnaSceltaVincente realizzata da Italia Longeva, la rete del Ministero della Salute sull’invecchiamento e la longevità attiva. Nell’ultima stagione antinfluenzale si è vaccinato il 53% degli over 65, con una grande variabilità tra le diverse regioni. «La percentuale di copertura è ancora troppo bassa rispetto all’obiettivo minimo del 75% per gli ultra 65enni - ha spiegato Claudio D’Amario, direttore generale Prevenzione sanitaria del Ministero -. L’Organizzazione mondiale della sanità addirittura raccomanda la copertura al 90%. La copertura anche molto bassa per la fascia adulta e giovanile che presenta comunque possibilità di complicanze e disagi legati all’assenteismo sul luogo di lavoro». «Non si deve fare l’errore di sottovalutare l’influenza - ha concluso Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del Calendario per la vita -. I rischi di complicazioni sono elevati, in particolare negli anziani per i quali aumenta del 6% il rischio di ictus durante i picchi di epidemia. Aumentano inoltre i rischi, che già crescono con l’età, di polmonite e di attacchi cardiaci».

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Virus insidiosi

Con l’arrivo del freddo circa duecento - tra virus influenzali e simil-influenzali - costringeranno a letto molte persone. Che influenza dobbiamo aspettarci? «A oggi la stagione influenzale in arrivo non sembra essere pesantissima, con un numero di casi leggermente sotto la media. Ci aspettiamo di avere circa 6 milioni di influenzati, con un’incidenza leggermente inferiore rispetto agli scorsi anni - afferma Fabrizio Pregliasco, virologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi -. Altri 8 milioni di cittadini contrarranno gli altri virus simil-influenzali». L’influenza si distingue dalle forme parainfluenzali per la presenza di tre caratteristiche: insorgenza brusca della febbre oltre i 38°; presenza di almeno un sintomo sistemico (dolori muscolari/articolari); presenza di un sintomo respiratorio (tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola). ( prosegue sotto l’immagine)

Nonostante quest’anno si stimi, dopo un biennio di forte incidenza, una stagione influenzale meno pesante per la popolazione generale e con dati nella media, i virus saranno più insidiosi. «Si sono diffuse due nuove varianti dei virus, H3N2 e H1N1, le quali, oltre ad avere una maggior capacità diffusiva, sono quelle forme influenzali che - soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili - possono provocare maggiori severità e un più alto rischio di complicanze - spiega Pregliasco -. Oltre a questi, saranno presenti anche i virus B/Colorado e A/Kansas che sono varianti già conosciute dalle precedenti stagioni»

. (Getty Images) © Fornito da RCS MediaGroup S.p.A. (Getty Images)

E tu che influenzato sei?

Come si comportano gli italiani in caso di influenza? Una ricerca condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica) ha delineato alcune caratteristiche degli influenzati italiani: 1) gli iper-apprensivi: sono soprattutto uomini e, in caso di influenza, contattano subito il medico o vanno al Pronto Soccorso; 2) gli stakanovisti: il 22,4% cerca di continuare la vita di sempre, caso mai assumendo farmaci con la convinzione di azzerare in fretta i sintomi; 3) i disinformati: una percentuale di persone si affida al consiglio di amici e parenti o a ricerche su internet per curare l’influenza. «Se dopo tre giorni di riposo e trattamento con i farmaci di automedicazione l’influenza non passa, bisogna rivolgersi al medico di base. In generale, meglio non fidarsi del passaparola - reale o virtuale -, ma sempre del consiglio di chi il farmaco lo dispensa o lo prescrive» dice Pregliasco; 4) i frettolosi: coloro che non aspettano di essere guariti completamente dall’influenza e riprendono prima del tempo la vita di sempre. «Se la guarigione non è completa - ammonisce Pregliasco - aumenta il rischio di esporsi con maggiore facilità a sovra-infezioni batteriche delle vie respiratorie». 

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Antibiotici inutili

Ancora alta la percentuale di chi crede che gli antibiotici siano un rimedio efficace contro l’influenza (16,2%), soprattutto tra i giovanissimi, dove si arriva al 29,2%. «Uno degli errori da evitare in caso di influenza è quello di assumere gli antibiotici che sono del tutto inefficaci nella lotta ai virus e non vanno mai assunti senza la prescrizione medica specifica per quel caso» sottolinea Pregliasco. Ovviamente, per molti italiani la migliore cura contro l’influenza è la prevenzione. Su questo, la maggioranza mette in atto comportamenti corretti come evitare gli sbalzi di temperatura (55,2%) e lavarsi spesso le mani (41,3%). Il vaccino antinfluenzale rappresenta un rimedio essenziale per evitare il contagio, soprattutto nei soggetti più fragili. «La vaccinazione è un’opportunità per tutti, ma ha una impellenza sempre più alta al crescere della fragilità del soggetto (anziani, chi soffre di patologie a livello cardiaco e respiratorio a tutte le età, malattie tumorali)» prosegue Pregliasco.

Vaccino quadrivalente

A tutti i soggetti a rischio, il Servizio Sanitario Nazionale offre la vaccinazione gratuita. Anche per le donne in gravidanza, le nuove circolari suggeriscono la vaccinazione a qualsiasi mese. I vaccini quadrivalenti di quest’anno conterranno: 1) antigene analogo al ceppo A/Brisbane/02/2018 (H1Nl) pdm09; 2) antigene analogo al ceppo A/Kansas/14/2017 (H3N2); 3) antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87); 4) antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata/16/88). Va ricordato che la vaccinazione non garantisce protezione totale dai virus dell’influenza ma ne riduce notevolmente la probabilità di contagio o di un contagio in modo pesante, mentre non mette al riparo dagli altri virus simil-influenzali. Il successo del vaccino va comunque misurato in ottica salvavita: l’obiettivo principale è quello di dare copertura ai soggetti fragili e ridurne la mortalità associata.

Cosa fare se ci si ammala

Oltre al vaccino, come è possibile prevenire l’influenza? «Lavarsi spesso le mani, corretta alimentazione, ma anche evitare gli sbalzi di temperatura sono comportamenti utili per prevenire il contagio. Oltre a questi, i probiotici sono un’opzione per l’aumento delle difese immunitarie, perché se si ha una flora intestinale sana il sistema immunitario può concentrarsi nel combattere le infezioni delle vie respiratorie e i virus dell’influenza. Se invece c’è un intestino dalla flora intestinale debole, il sistema immunitario deve dividersi su più fronti, riducendo la sua efficacia contro i virus» dice Pregliasco. Che cosa fare se ci si ammala? «Il primo comportamento corretto da assumere è quello di non fare gli eroi. Evitare ad esempio di fare sforzi fisici in caso di influenza, perché riduce le difese immunitarie e si è più esposti al rischio di complicanze - risponde l’esperto -. I farmaci di automedicazione vanno usati in modo responsabile, leggendo sempre il foglietto illustrativo. Mai, ad esempio, esagerare nelle dosi per azzerare completamente i sintomi dell’influenza (se ad esempio si abbassa troppo la temperatura, si fa il gioco del virus, rischiando che l’influenza non passi e aumentando il rischio di eventuali complicanze respiratorie)».

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