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Covid, il vaiolo delle scimmie non è un effetto collaterale dei vaccini

Logo SignoSigno 10/08/2022 Signo
© Fornito da Signo

La vulgata si sta diffondendo sempre più sui social media: in tanti affermano che il vaiolo delle scimmie sia un effetto collaterale dei vaccini anti-Covid. "Monkeypox è un'altra bugia. È vaccinepox!", la frase che si sta diffondendo sempre più in tutto il mondo. Ma cosa c'è di vero? Nulla, secondo gli scienziati.

Infatti, il dottor Scott Roberts, specialista in malattie infettive presso la Yale Medicine, ha precisato che il vaiolo delle scimmie esisteva molto tempo prima della diffusione dei vaccini anti-Covid. Questa infezione, dunque, non ha nulla a che vedere con nessuno dei vaccini Covid-19. 


Video: Vaiolo delle scimmie: dal contagio al vaccino, cosa sappiamo (RepubblicaTV)

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Eppure, sui social si insiste: "Sarà interessante vedere quanti non vaccinati non lo prenderanno mai, ma certo non sarà sufficiente per risvegliare le masse", scrivono alcuni no vax. Gli esperti, però, ribadiscono che i focolai di Monkeypox hanno colpito gli Stati Uniti e altre parti del mondo anche prima della produzione e del lancio dei vaccini anti-Covid. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che "il vaiolo delle scimmie umano è stato identificato per la prima volta negli esseri umani nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo". Nel 2003 sono stati identificati 47 casi di vaiolo delle scimmie in sei Stati.

Il Monkeypox è causato dall'infezione del virus del vaiolo delle scimmie, che proviene dal genere Orthopoxvirus, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. La malattia può essere "trasmessa all'uomo attraverso uno stretto contatto con una persona o un animale infetto, o con materiale contaminato dal virus", afferma l'OMS sul suo sito web. I vaccini Covid non contengono virus vivi o Dna del virus del vaiolo delle scimmie, dunque non c'entrano niente con questa infezione.

Lo conferma anche Stuart Ray, un esperto di Covid-19 presso la Johns Hopkins University, osservando che "Monkeypox non è correlato clinicamente, geneticamente ed epidemiologicamente al Covid-19 e alle vaccinazioni". 

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