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G20 della Cultura al Colosseo, siglata la "Dichiarazione di Roma"

Roma, 31 lug. (askanews) - "La pandemia ci ha fatto anche capire quanto la cultura sia la linfa delle nostre vite; le piazze vuote, i musei vuoti, chiusi come i cinema, i teatri, le biblioteche. Hanno reso le nostre città tristi, come spente. Per questo ora sappiamo che sarà la cultura la chiave della ripartenza, il motore di una crescita innovativa, sostenibile ed equilibrata". Sono le parole del ministro Dario Franceschini in apertura dei lavori alla riunione del G20 della Cultura svoltasi nella serata di venerdì 30 luglio 2021, nell'incomparabile scenario dell'arena del Colosseo, a Roma. La richiesta del pieno riconoscimento e dell'integrazione della cultura e dell'economia creativa nei processi e nelle politiche di sviluppo, coinvolgendo tutti i livelli della società sono il fulcro su cui ruotano i 32 punti della "Dichiarazione di Roma", il documento finale, approvato all'unanimità dai ministeri delle 20 maggiori economie mondiali che prevede, tra l'altro, anche meccanismi internazionali e Task force nazionali che, su invito dell'Unesco, potranno essere attivati per interventi rapidi nelle emergenze, finalizzati a proteggere e preservare il patrimonio culturale danneggiato o messo in pericolo da conflitti e disastri, anche nel contesto delle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. "Per il G-20 - ha aggiunto Franceschini - riuscire a costruire assieme un'agenda comune, fattiva e innovativa, è una sfida ancora più grande e tutti noi l'abbiamo raccolta con entusiasmo perché sappiamo che la cultura hai il potere di unire il mondo". Al summit, tra gli altri, erano presenti proprio la presidente dell'Unesco, Audrey Azoulay e Christian Greco, direttore del Museo egizio di Torino, oltre al premier Mario Draghi, ringraziato da Franceschini per aver incluso la tutela del patrimonio culturale italiano nel Pnrr. "Il sostegno alla cultura - ha detto Draghi - è cruciale per la ripartenza del Paese. Il settore dei viaggi e del turismo vale il 13% del prodotto interno lordo e impiega, in maniera diretta e indiretta, 3 milioni e mezzo di persone. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), approvato dall'Unione Europea, investiamo in queste attività quasi 7 miliardi di euro". "L'Italia è il Paese con il maggior numero di siti che l'Unesco considera Patrimonio mondiale dell'umanità. Qualche giorno fa scherzando ho suggerito al ministro Franceschini che forse la cosa più facile è considerare l'intero Paese come sito dell'Unesco. Su un totale di 58, ne ricordo solo alcuni: il Centro storico di Roma, dove ci troviamo e quello di Firenze, la Valle dei templi, le città sepolte di Pompei ed Ercolano, le Cinque terre, la laguna di Venezia. Fino agli ultimi, prescelti pochi giorni fa: i cicli di affreschi del Trecento a Padova e il suo gioiello, la cappella degli Scrovegni, Bologna con i suoi 62 km di portici e Montecatini, inclusa tra le grandi città termali d'Europa".

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