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Si sposa in ospedale “in fine vita”, il trapianto di cuore lo salva: la storia di Maurizio e Silvia

Logo RaiNews RaiNews 05/07/2022 dalla redazione
matrimonio Silvia e Maurizio © Fornito da RaiNews matrimonio Silvia e Maurizio

Si sposa intubato in terapia intensiva cardiochirurgica, in condizioni critiche, ma contestualmente arriva il più grande ed inaspettato dono: un cuore compatibile da trapiantare. Grazie all’intervento ora può ricominciare una nuova vita. È la storia di Maurizio, un uomo di 47 anni che il 3 giugno scorso viene ricoverato in condizioni critiche in un ospedale della provincia di Cuneo per un infarto massivo del ventricolo sinistro. Viene poi sottoposto alle prime cure e trasferito d’urgenza a Torino nel reparto di terapia Intensiva post-cardiochirurgica. 

Le condizioni cliniche peggiorano e si rende necessario l’impianto di un sistema di assistenza circolatoria meccanica che lo stabilizza. La strategia inizialmente funziona bene, ma progressivamente si evidenziano altre problematiche che impongono la richiesta urgente di un cuore nuovo. Il paziente viene quindi inserito in lista per un trapianto in urgenza nazionale attraverso il Centro Regionale Trapianti del Piemonte. Non si può sapere quando e se verrà mai trapiantato. 

Maurizio è da pochi mesi diventato papà e, temendo il peggio, chiede di poter sposare Silvia, proprio mentre è intubato e ricoverato in terapia intensiva. Il matrimonio, definito “in fine vita”, viene celebrato lo scorso 23 giugno dall’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Torino all’interno del reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale Molinette. Palloncini e cuori adornano la stanza, la sposa ha in mano un bouquet improvvisato con i tappi colorati delle provette dei prelievi di sangue. La commozione è forte.


Video: Si sposa in fin di vita, lo salvano (Mediaset)

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Poche ore dopo arriva il dono più grande: la segnalazione da parte del Centro Nazionale Trapianti di un donatore compatibile. Il donatore è a Napoli, lontano centinaia di chilometri. Parte un volo speciale per il prelievo del cuore, la sala operatoria a Torino viene allestita in breve tempo. Tutto è pronto e si può procedere. L’intervento dura più di sette ore, il cuore riparte perfettamente. La moglie Silvia racconta: “È un miracolo, a casa ci aspetta nostra figlia di due mesi. Il 23 giugno è cambiata la nostra vita, abbiamo avuto questo dono speciale”. Il decorso post-operatorio si svolge in modo regolare, il paziente viene estubato e risvegliato. 

“La ripresa dell'organo è stata molto buona, il paziente piano piano si sta riprendendo, ci auguriamo che nelle prossime settimane venga riabilitato completamente” ha affermato Massimo Boffini, cardiochirurgo all'ospedale Molinette. Attualmente Maurizio si trova nel reparto di degenza di cardiochirurgia per proseguire le cure con la speranza di tornare presto a casa e iniziare la sua nuova vita.

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