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Tensioni sul debito cinese: High Yield giù da inizio anno

Sul mercato finanziario cinese, hanno tenuto banco due notizie negli ultimi giorni. La prima riguarda Evergrande, una delle più grosse società di sviluppo immobiliare cinese, ormai trasformatasi in un conglomerato finanziario dagli interessi più disparati. Obbligazioni e azioni legate a questo emittente hanno tremato recentemente sulla scia di voci circa la non solvibilità del business. Giusto per dare un'idea, le azioni della holding principale quotata a Hong Kong hanno perso il 64% solo nell’ultimo anno (tornando ai valori del 2017), mentre le obbligazioni scambiano a uno sconto che supera il 50% del valore nominale. Si tratta di uno sviluppo molto interessante sia per la dimensione considerevole del business, sia perché arriva in un momento di tensione per il mondo obbligazionario societario cinese, soprattutto quello onshore (quello relativo al mercato interno). Da non dimenticare, poi, il colossale fallimento di China Huarong Asset Management, uno dei campioni nazionali del debito societario, gestore da 300 miliardi di dollari che a inizio anno ha chiuso i battenti e il cui presidente è stato giustiziato in seguito alla sua gestione sconsiderata. Eventi come questi hanno senz'altro il merito di riportare al centro del dibattito un tema importante come la qualità del debito cinese. Il commento di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Monetfarm

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