Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Enterite

Healthline 23/05/2014 Ann Pietrangelo
Healthline Image © Enterite Healthline Image

Panoramica

L'enterite è un'infiammazione dell'intestino tenue che, in alcuni casi, si diffonde anche allo stomaco e all'intestino crasso.

La causa principale di questa infiammazione è l'ingestione di alimenti o acqua contaminati con batteri. I fattori che contribuiscono a inquinare alimenti e acqua sono scarsa igiene e manipolazione impropria dei cibi. L'enterite si contrae più facilmente durante i viaggi in luoghi in cui le misure sanitarie sono carenti e le pratiche igieniche scadenti.

I sintomi principali dell'enterite sono diarrea e dolore addominale. Normalmente il disturbo scompare spontaneamente entro pochi giorni. Tuttavia, qualora non migliorasse in tre o quattro giorni, sarà bene rivolgersi al medico, come pure in presenza di segni di disidratazione, che può insorgere quando l'infiammazione si protrae a lungo.

Cause

La causa più comune dell'enterite è l'assunzione di cibo o acqua contaminati con batteri o virus che infettano l'intestino tenue causando l'infiammazione.

L'enterite può essere anche il risultato di:

  • alcuni farmaci, compresi ibuprofene e naprossene sodico;
  • droghe illegali, come la cocaina;
  • radioterapia;
  • malattie autoimmuni, come la malattia di Crohn (una forma di malattia infiammatoria intestinale).

Il rischio di sviluppare un'enterite aumenta quando:

  • si viaggia in paesi con condizioni igieniche carenti;
  • si beve acqua contaminata;
  • si è a contatto con altre persone con disturbi intestinali.

Tipi

Intossicazione alimentare

Il tipo più comune di enterite è causato dall'intossicazione alimentare, dovuta all'ingestione di alimenti o acqua contaminati da batteri. Questi possono penetrare nei cibi in molti modi, ad esempio:

  • manipolazione non corretta degli alimenti;
  • scarse condizioni igieniche;
  • durante la lavorazione di pollame e altra carne.

L'enterite può insorgere anche a seguito di stretto contatto con persone o animali infetti, anche se è un'eventualità meno comune.

Gli alimenti più spesso responsabili delle intossicazioni alimentari sono:

  • carne e pollame crudi;
  • latte non pastorizzato;
  • prodotti freschi.

I batteri responsabili dell'enterite sono:

  • Salmonella;
  • Escherichia coli (E. coli);
  • Staphylococcus aureus (S. aureus);
  • Campylobacter jejuni (C. jejuni);
  • Shigella;
  • Yersinia enterocolitica (Y. enterocolitica).

Enterite da radiazione

Questo tipo di enterite è la conseguenza di una radioterapia. Le radiazioni, oltre a uccidere le cellule tumorali, possono colpire anche cellule normali caratterizzate da divisione cellulare rapida, cosa che inibisce la capacità delle cellule intestinali di ripararsi.

Sintomi

I sintomi dell'enterite possono manifestarsi alcune ore oppure alcuni giorni dopo l'infezione. I sintomi possono includere:

  • diarrea;
  • nausea e vomito;
  • inappetenza;
  • crampi e dolori addominali;
  • dolore, sanguinamento o perdite simili a muco dal retto.

Complicazioni

Se i sintomi sono gravi o diventano cronici, si corre maggiore rischio di disidratazione. I neonati e i bambini piccoli sono particolarmente vulnerabili alla disidratazione, una condizione estremamente grave.

Chiedere aiuto

Rivolgersi al medico anche nei seguenti casi:

  • sintomi che persistono per oltre tre o quattro giorni;
  • febbre superiore a 38 °C;
  • sangue nelle feci.

Contattare il medico anche in presenza di sintomi di disidratazione:

  • bocca secca;
  • occhi incavati;
  • assenza di lacrimazione;
  • urine in quantità ridotta;
  • urine di colore molto scuro;
  • affaticamento grave;
  • fontanelle infossate nel neonato.

La disidratazione è un disturbo serio, che deve essere sottoposto immediatamente a cure mediche.

In caso di enterite, il medico visita il paziente ed eventualmente prescrive degli esami del sangue o una coltura fecale per individuare la causa della malattia.

Trattamento

I casi più lievi si risolvono generalmente entro pochi giorni e non necessitano di terapia. Nei casi di diarrea, è sufficiente reintegrare i liquidi.

Se non si riescono a ingerire liquidi a sufficienza, il medico potrebbe consigliare di reidratare il paziente con soluzioni elettrolitiche, composte principalmente da acqua e alcuni elettroliti essenziali, come sodio e potassio. Nei casi acuti, potrebbe essere necessario somministrare i liquidi per via endovenosa, prescrivere dei farmaci o procedere al ricovero del paziente.

Quando l'enterite cronica è dovuta alle radiazioni, potrebbe essere necessario cambiare il tipo di radioterapia, o persino interromperla. In alcuni casi la soluzione migliore è l'intervento chirurgico, che consiste nella rimozione (resezione) della parte di intestino danneggiata.

Prospettive

Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono dopo pochi giorni, ma nei casi più gravi il recupero completo può richiedere fino a due o tre settimane.

La risoluzione dell'enterite da radiazione può essere ben più lunga: fino a 18 mesi dal termine della radioterapia.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di contrarre l'enterite, è importante seguire le buone norme di igiene personale e maneggiare il cibo con attenzione all'igiene.

Igiene

  • Lavarsi sempre le mani con acqua e sapone, se disponibili.
  • Lavarsi bene le mani dopo aver usato il bagno.
  • Lavarsi le mani prima e dopo aver preparato cibi e bevande.
  • Lavarsi le mani prima di ogni pasto.
  • Quando si viaggia o non si ha a disposizione dell'acqua corrente, portare con sé delle salviette detergenti (le più idonee hanno un contenuto alcolico del 60%).
  • Non bere da pozzi all'aperto o da altre fonti senza aver fatto prima bollire l'acqua.

Preparazione del cibo

  • Evitare le contaminazioni crociate: utilizzare utensili puliti per ogni operazione.
  • Tenere i cibi separati, ad esempio tenendo il pollame crudo a distanza dall'insalata.
  • Lavare spesso le superfici della cucina.

Cottura

  • Cuocere tutti i cibi alla corretta temperatura, verificandola con un termometro per alimenti.
  • La carne di manzo, maiale e agnello deve avere una temperatura interna minima di 63 °C.
  • La carne macinata deve essere cotta ad almeno 70 °C.
  • Il pollame deve raggiungere una temperatura interna di 74 °C.

Conservazione

  • Mettere subito gli avanzi in frigorifero: il frigorifero deve essere impostato a una temperatura non superiore a 4 °C. Il congelatore deve essere impostato a una temperatura non superiore a -18 °C.
  • Prestare attenzione alla data di scadenza degli alimenti freschi.
Scegli tu!
Scegli tu!
image beaconimage beaconimage beacon