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Milan, tonfo europeo: 0-2 L'Arsenal ipoteca i quarti

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 08/03/2018 Marco Fallisi

Altro che Milan, il diavolo è Arsene Wenger. A San Siro vince l’Arsenal 2-0 (Mkhitaryan e Ramsey nel primo tempo), si mette in tasca la qualificazione ai quarti di finale di Europa League e riporta i rossoneri sulla terra, con una lezione di calcio che non lascia spazio a rimpianti per i 73mila di San Siro. Ha vinto la squadra più forte e con più qualità in campo, alla faccia degli infortuni, della crisi e delle contestazioni all’allenatore francese. Wenger sa ancora come si vince, specialmente nelle notti di coppa. Il Milan cade dopo 13 gare da imbattuto: per passare il turno servirà un’impresa all’Emirates, giovedì prossimo.

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pALLA C’È, PALLA NON C’È

Gattuso perde la gara a centrocampo, dove Biglia non accende la circolazione della palla e Kessie – apparso molto stanco - soffre i duelli con Xhaka, e poi nella sfida a distanza tra fantasisti: ispiratissimi quelli dei Gunners, clamorosamente spenti quelli del Milan. Il 4-2-3-1 architettato dal vecchio Arsene è un inno al palleggio, il trio Özil-Wilshere-Mkhitaryan alle spalle di Welbeck esegue la sinfonia alla perfezione, grazie anche a un assetto in campo che rimane sempre compatto, specialmente nel primo tempo quando l’Arsenal colpisce. Nell’esibizione del “palla c’è, palla non c’è” degli inglesi, Özil è nettamente il più bravo: nasconde palla ai rossoneri e inventa entrambi i gol. Minuto 14: sfrutta un pallone perso in uscita dai gattusiani e pesca in aerea Mkhitaryan, che scherza Calabria e infila l’1-0. Minuto 49, ultimo giro di orologio prima del riposo, imbuca un filtrante per Ramsey , che sul filo del fuorigioco si inserisce, scarta Donnarumma e corre a festeggiare. Se non fosse per un paio di grandi parate di Gigio – i pericoli arrivano sempre sull’asse destra del Milan – e per la traversa che nega la doppietta all’armeno, il più velenoso in zona gol, il passivo rossonero sarebbe stato più pesante.

ALI FLOP

Il primo cambio di Gattuso, nella ripresa, è una bocciatura: fuori Calhanoglu e dentro Kalinic, con il passaggio a un 4-2-4 in cui Bonaventura si allarga a sinistra. Nel secondo tempo generoso ma confuso dei rossoneri (André Silva prenderà il posto di Cutrone), Jack è l’unico a provarci, fallendo un rigore in movimento al 52’, ma il vero flop della serata sono i due esterni d’attacco. Suso riceve pochi palloni (da quella parte si soffre) e, se rifornito, non riesce a trovare mai lo spunto vincente negli uno contro uno. Il turco non ha sfruttato come avrebbe dovuto gli spazi che si creavano dalle sue parti, dove l’Arsenal qualcosa ha concesso (Chambers spingeva alto, spesso sulla linea del trio di fantasisti) ed è mancato di personalità: zero tiri in porta, poche idee per i compagni. Una serata come questa meritava ben altro, chiedete a Özil...

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