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Galapagos, a rischio il numero chiuso: l'Ecuador chiama il turismo di massa

Logo La Repubblica La Repubblica 09/02/2018 di GIACOMO TALIGNANI

Più voli aerei ma per favore "meno turisti", o perlomeno solo viaggiatori disposti a spendere. Se c'è un posto unico al mondo per le sue regole, dove in certe isole come quella di San Cristobal 8000 persone convivono addirittura con 4000 leoni marini, queste sono le Galapagos, un esempio da seguire. 

AERIAL VIEW OF THE TORTUGA BAY AREA IN SANTA CRUZ ISLAND, GALAPAGOS, ECUADOR, ON JANUARY 21, 2018. ECUADOR'S GROWING TOURISM THREATENS THE COUNTRY'S FRAGILE PARADISES. GALAPAGOS ISLANDS, DECLARED A WORLD NATURAL HERITAGE BY UNESCO, LIMITED TOURISM CLASHES WITH PRESIDENT LENIN MORENO'S "CIELOS ABIERTOS"(OPEN SKIES) POLICY TO INCREASE TOURISM AND FLIGHT FREQUENCY ALL OVER THE COUNTRY, INCLUDING THE ARCHIPELAGO. / AFP PHOTO / PABLO COZZAGLIO / TO GO WITH AFP STORY BY JORDI MIRO AND VIDEO BY PABLO COZZAGLIO Galapagos. L'eden non vuole il turismo di massa

Queste terre di mare a 1000 chilometri dalla costa dell'Ecuador sono infatti un paradiso di eccezionale biodiversità in grado di ispirare le teorie di Darwin e tutt'oggi, grazie a ferree regole di conservazione, resistono come luogo incontaminato dove vivono migliaia di squali, tartarughe giganti, iguane dalla cresta nera e dove specie in via d'estinzione trovano uno straordinario rifugio dalla pressione dell'uomo e del cambiamento climatico. Ma queste isole adesso rischiano di soffrire di uno straordinario paradosso: lo stato dell'Ecuador punta infatti ad aumentare i flussi turistici nel Paese ma al contempo deve trovare il modo di limitare l'"invasione" delle Galapagos.

 Nel mondo infatti il turismo nel 2017 è aumentato del 7%  e nel solo Ecuador del 14% con 1,6milioni di viaggiatori (numeri comunque bassi rispetto al vicino Perù). Nelle isole Galapagos si è arrivati a 245mila turisti l'anno, una cifra giudicata "limite" da chi gestisce questo fragile patrimonio dell'Unesco. L'Ecuador però, dopo anni di crisi economica e di valuta, per rinascere adesso ha deciso di puntare su estrazioni minerarie e turismo come settori trainanti. Per farlo, in sostanza, vuole  aumentare l'offerta per i visitatori grazie ai "cieli aperti" e a un maggior numero di collegamenti aerei garantiti dalla compagnia Tame,  politica che si scontra però con la necessità delle Galapagos di mantenere un giusto equilibrio fra animali e viaggiatori. 

L'arcipelago del Pacifico si trova dunque nella strana posizione di dove allontanare milioni di aspiranti turisti e l'unico modo per farlo sembra quello di irrigidire le regole e puntare solo su visitatori dal portafoglio gonfio: di conseguenza in futuro le Galapagos potrebbero essere sempre più care.  

Nella striscia vulcanica di 19 grandi isole, isolotti e affioramenti rocciosi, al momento si accede con facilità, ma col contagocce. Per entrare nel parco si pagano 100 dollari di tassa, bisogna prenotare una struttura alberghiera e, secondo le stime redatte dall'Afp, il costo medio di soggiorno per una settimana varia fra i 2000 e i 7000 dollari e i voli da Quito o Guayaquil costano circa 400 dollari andata e ritorno. Tutto ciò non ferma però né i turisti né gli ecuadoregni dal voler giustamente visitare le isole. Ad oggi esistono già politiche, come quella che per ottenere la residenza alle Galapagos bisogna essere sposati da almeno 10 anni con un abitante del luogo, che mirano a frenare gli ingressi  anche per gli stessi ecuadoregni in quest'area che già ospita 26mila residenti. 

"Le Galapagos sono il 'gioiello della corona' e, come tali, dobbiamo proteggerle" ha affermato il ministro del turismo Enrique Ponce de Leon. "Dobbiamo essere drastici nel prenderci cura dell'ambiente" ha spiegato sottolineando la necessità di attuare indicazioni in grado di preservare il territorio. 

Una veduta aerea di Puerto Ayora Bay, affollata di natanti © Fornito da La Repubblica Una veduta aerea di Puerto Ayora Bay, affollata di natanti

 Eppure il governo, dichiarando la necessità di puntare sul turismo, come risorsa anche superiore al petrolio, secondo i piani dello stesso presidente Lenin Moreno, e ha annunciato politiche di "cieli aperti" che attireranno sempre più visitatori. "Ma le Galapagos sono al limite,  il flusso di turisti è ormai il massimo che le isole possono sopportare senza danneggiare i loro vari ecosistemi. Le caratteristiche ambientali, sociali e biologiche di questo luogo ci costringono a gestire il turismo in termini di offerta, piuttosto che di domanda" ha dichiarato Walter Bustos, direttore del Parco nazionale delle Galapagos.

Tra i danni da surriscaldamento globale, pesca illegale e arrivo di specie intrusive legate all'uomo (come cani, gatti e topi portati dalla terraferma) dover affrontare orde di turisti per il delicato equilibrio dei 138mila chilometri di riserva marina sarebbe davvero troppo. 

"La sfida è gestire il turismo in modo sostenibile, preservando gli ecosistemi e generando profitti. Non dobbiamo considerare i turisti come il diavolo"  ha affermato Juan Carlos Garcia, direttore della conservazione del WWF in Ecuador, che però ha ribadito la necessità di contenerne i numeri. 

La soluzione su cui gli enti che operano alle Galapagos puntano potrebbe essere quella di offrire pacchetti fra Ecuador e arcipelago che aumentino la permanenza nelle isole per un certo numero di turisti, magari disposti a spendere qualcosa in più. "Abbiamo bisogno di sottolineare la qualità, e portare quei turisti che rimangono più a lungo  e fargli visitare il resto del paese, offrendo loro pacchetti" ha affermato il ministro del turismo. Una sfida delicatissima sia per l'economia del Paese che per il fragile e incerto futuro di queste isole straordinarie.

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